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AL VOSTRO SERVIZIO 2016 di Augusto Maccioni

MONDIALI,LA BRUTTA AVVENTURA
SENZA LIETO FINE DELL'ITALIA

ESONERATO VENTURA,IL CONSIGLIO
FIGC DECIDE PER TAVECCHIO

IL CALCIO SPECCHIO DEL PAESE:
E' DIFFICILE RIALZARSI?


di Augusto Maccioni
(15-11-2017) Tavecchio non si dimette ma esonera Gian Piero Ventura(
foto dal web).Dopo il flop storico dell'Italia,battuta dalla modesta Svezia,si è cercato di mettere una pezza alla vergogna e a una delle deludenti pagine dello sport italiano.La notizia certamente è un buon inizio per rimediare alla catastrofe ma è anche un modo tutto italiano di andare avanti,senza dare il senso della situazione drammatica nella quale vive l'esclusione della squadra azzurra ai campionati mondiali di Russia.Sarebbe stato più giusto un approfondito esame della condizione dei vertici federali rapportato alla dimensione reale di un fallimento epocale,un ragionamento che non si è voluto fare preferendo,come al solito,l'esonero dell'allenatore,che ha indubbiamente grandi responsabilità nella conduzione e preparazione della squadra,mantenendo inalterato la nomenclatura dei vertici che in qualche modo ha la stessa responsabilità perchè vale il detto che si vince insieme ma si perde ugualmente insieme.Sarebbe stato più giusto,in un'Italia che vanta crisi e sconfitte a tutti i livelli ma che nessuno fa un passo indietro e non conosce responsabilità ma anzi ci si riabilita magnificamente tra i blocchi delle sconfitte,dare uno scossone incisivo dopo l'ultima perentoria sconfitta che ci fa apparire come una nazione che ha una squadra da terzo mondo,incolore e senza mordente,senza ideali e senza patria da difendere.Una cosa è certa,con la sconfitta e con la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali del 2018,è fallito il progetto voluto dai vertici federali con a capo Tavecchio e con ct Ventura.E quando viene meno o non passa un programma è logico aspettarsi un altro progetto che metta nuovamente al centro i giocatori,la loro professionalità con la loro bravura nei vari ruoli tenendo sempre conto dell'aspettativa e dei sogni degli italiani che si sentono "squadra"anche nei momenti più difficili della loro vita.Perdendo e mancando all'appuntamento dei Mondiali,l'Italia perde di più a livello di immagine,nei confronti degli stessi italiani e in maniera esponenziale a livello economico.E' una brutta avventura che non avrà un lieto fine.Da adesso in poi proviamo a sopravvivere anche nel 2018 quando si apriranno i Mondiali in Russia,ma continueremo ad essere bersagli facili in tante altre occasioni e sarà difficile rialzarsi.Dopo quell'altra pesante sconfitta con la Corea del Nord nel 1966,l'Italia ebbe il coraggio,la voglia e la determinazione di percorrere la strada giusta per farsi valere nello scacchiere internazionale,oggi non ci sono le condizioni per rivivere una nuova e significativa ripresa perchè manca il senso della responsabilità,non ci sono idee e mancano i giocatori in grado di mettersi in gioco per il bene della Nazionale.Tutto può cambiare e in una situazione del genere gli italiani chiedono soddisfazione.Non so fino a che punto il Consiglio federale voglia intraprendere la "rivoluzione" per il nuovo corso della Nazionale.Gli argomenti sono tanti,ad iniziare da Tavecchio.


IL GRANDE RITORNO DI
BERLUSCONI NELLA SCENA POLITICA

ADESSO PER LE POLITICHE
SI SFIDANO CENTRODESTRA-M5S

RENZI DA FLORIS:"NON MOLLO,ARRIVIAMO AL 40%"

di Augusto Maccioni
(7-11-2017) In Sicilia ha vinto il Centrodestra ma hanno vinto anche gli altri partiti(
foto A La7 c'è Renzi ma non Di Maio).La vittoria,però,bisogna vederla da una giusta angolazione,perchè chi ha vinto governa,chi ha perso va a fare l'opposizione ma c'è anche chi non sa perdere e dice che il "voto è in ambito regionale" quindi non ha una valenza nazionale,un modo come un altro per dire che c'è ancora speranza per le elezioni politiche.Tutto sommato potrebbe avere ragione Angelino Alfano che non è riuscito nemmeno a superare la soglia di sbarramento e quindi non potrà essere all'interno dell'Assemblea regionale siciliana.Perchè Alternativa Popolare ha perso,ma in una competizione regionale,ma se il tempo si vede dal mattino è chiaro che il suo partito ha seri problemi di continuare ad esprimersi anche a livello nazionale.Tutto sta a come sarà la grande coalizione del centrosinistra che Renzi vuole rimettere subito in piedi.I segnali sono forti e il segretario Pd ha pressioni un pò da tutti i leader delle anime del partito e nel giro di poche ore si è passati a cancellare,per così dire,Renzi ma non il renzismo e il candidato premier dovrebbe essere un altro e molti già indicano il presidente del Senato Grasso.Sarà una mossa praticabile?E' giusto che Renzi("Non sono finito") passi la mano per recuperare consensi al suo Pd?Come dovrà essere il nuovo Pd per fronteggiare le nuove sfide per vincere le politiche?La partita è molto in salita e sicuramente lo sarà ancora di più se si pensa che Renzi,ancora una volta,punta ad arrivare al 40%.I risultati della Sicilia pongono altre situazioni nel caso dovessero presentarsi a livello nazionale.Intanto è chiaro che la sfida sarà tra M5S e il Centrodestra unito,il Pd potrebbe essere il terzo incomodo ma potrebbe dire ancora la sua se cambia "competitor" e programmi e Grasso a questo proposito potrebbe dare un buon rilancio.Ma il nuovo Pd di Grasso non darebbe i frutti sperati perchè indebolirebbe lo zoccolo duro del renzismo a vantaggio sia del M5S che del Centrodestra unito.Considerazioni in libertà ma non da sottovalutare.Intanto però Renzi va da Floris a La7,non ci sarà Di Maio, che aveva chiesto il confronto,perchè non considera il segretario Pd un valido "competitor".Sarà l'inizio della parabola di Renzi e in che modo rilancerà il suo Pd?Intanto c'è una sconfitta da digerire ma le sue battute e i suoi programmi sembra che non facciano più presa nell'elettorato generale.Si cambia,attenti a Berlusconi che non vuole perdere le politiche.


CINQUE CANDIDATI PER LA
PRESIDENZA IN SICILIA

SI VOTA:AVANZA M5S MA
ANCHE IL CENTRODESTRA

RENZI-DI MAIO,UNO
SHOW SU LA7


di Augusto Maccioni
(3-11-2017) Giornata di riflessione per poi tuffarsi,domenica 5 novembre,al voto in Sicilia(
foto il centrodestra unito in sicilia).E sarà una votazione che premierà ancora la vecchia politica o sarà relegata dalla formazione di Grillo?In queste settimane i big si sono trasferiti nell'isola per dare sostegno ai candidati governatori,un rituale che ha i suoi vantaggi sia per l'isola ma anche per capire ancora una volta le tematiche che saranno sviluppate a livello nazionale.Saranno più efficaci i comizi o le presenze ai vari programmi televisivi?Più presenti i grillini con Luigi Di Maio,meno Renzi che sta perdendo smalto e autorevolezza anche se entrambi i candidati premier,per il M5S e per il Pd,daranno vita all'ennesimo show nel programma di Giovanni Floris a La7 martedi prossimo.In attesa,però,Silvio Berlusconi,leader di Forza Italia,va da Costanzo e piazza il record di ascolti.Non soltanto in tv ma anche nelle piazze siciliane c'è la sensazione che a vincere queste elezioni in Sicilia sarà il centrodestra unito grazie al grande lavoro che ha fatto Berlusconi per mettere assieme Salvini della Lega e la Meloni di Fratelli d'Italia.I tre hanno brindato in un ristorante catanese convinti che è arrivato il loro momento perchè c'è voglia di centrodestra dopo tanto centrosinistra che ha creato problemi a livello economico,occupazionale e sull'immigrazione.Si è anche convinti che il test siciliano sia l'apripista delle elezioni politiche del prossimo anno,ecco perchè c'è molta attesa sul responso che si avrà solo nella giornata di lunedi 6 novembre.Il presidente siciliano uscente è Rosario Crocetta del centrosinistra che è diventato impopolare e per varie vicende ha deciso di non ricandidarsi.Nel 2012 Crocetta aveva vinto col 30 per cento dei consensi grazie a un accordo totale del Pd,partito che adesso preferisce demandare a due candidati Claudio Fava,della sinistra,e Micari del Pd.Il M5S ha lavorato molto e ha coperto i vuoti lasciati dai democratici puntando tutto su Giancarlo Cancelleri che molti lo danno in parità con Musumeci,il candidato del centrodestra.Questo almeno una settimana fa,poi con l'arrivo di Berlusconi,Salvini e la Meloni le cose sono cambiate.Adesso è Nello Musumeci il candidato più forte,sostenuto con forza dal centrodestra ma in modo particolare da Berlusconi.I sondaggi sono già iniziati e lo stesso Pd pare che si sia arreso e sembrerebbe che Micari e Fava adesso si stiano giocando la poltrona del terzo e quarto posto.Lo sa Matteo Renzi che ha preferito non sostenere nessun candidato siciliano preferendo volare negli Stati Uniti da Obama.L'unica incognita potrebbe arrivare ancora una volta dal candidato del M5S Cancelleri.


CATALOGNA,IL PARLAMENTO
ANNUNCIA L'INDIPENDENZA

PER LE STRADE ESPLODE LA FESTA,RAJOY E' PRONTO A USARE IL PUGNO DURO
SARA' CAOS E GUERRA CIVILE?

di Augusto Maccioni
(27-10-2017) Venerdi 27 ottobre 2017,è la data storica dell'indipendenza della Catalogna dalla Spagna(foto un momento delle votazioni per l'indipendenza),un atto che chiude,almeno per il momento e in maniera unilaterale,la vertenza tra Barcellona e Madrid.Il parlamento catalano ha decretato il verdetto con 70 voti a favore,10 contrari e due schede bianche con l'opposizione fuori dall'aula per protesta."Viva la Catalogna!" ha detto il presidente della regione Carles Puigdemont con diversi legislatori che piangevano dall'emozione mentre fuori dal parlamento per le strade di Barcellona è scoppiata la gioia per l'indipendenza dalla Spagna.E' un giorno di festa per la Catalogna ma è un triste giorno,di quelli burrascosi e di grande impatto negativo,per l'unità della Spagna.Con questa dichiarazione di indipendenza,dopo che il presidente Puigdemont si era rifiutato di indire nuove elezioni catalane richieste dal governo spagnolo per rimettere a posto la frattura tra Madrid e Barcellona,si apre una nuova pagina della nuova Repubblica che include nuove leggi e l'avvio di negoziati con le autorità spagnole.Madrid ha subito preso le distanze e ha attuato l'avvio dell'art.155 con la votazione del Senato della Spagna che ha votato le regole rigide per la Catalogna,una mossa che di fatto dovrebbe rimettere le cose a posto anche se la situazione è tale che nessuno farà un passo indietro.Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha ripetuto che l'indipendenza della regione è illegale cercando in qualche modo di minimizzare la grande portata della votazione del parlamento catalano."Presto,ha detto Rajoy,lo Stato di diritto ripristinerà la legalità in Catalogna".Per le strade comunque è gioia autentica per la nascita della nuova repubblica.Fuori dal parlamento catalano la folla ha fatto festa e la gente si abbracciava e ballava mentre da più parti si alzava alto l'inno catalano.Per il momento è giorno di festa,ma economicamente non è una buona mossa.La Catalogna dovrà cercare la sponda giusta per sopravvivere e non potrà contare più sulla Spagna.L'Europa si è già pronunciata e nessuno Stato europeo abbraccerà le posizioni dei secessionisti catalani.Il problema adesso riguarderà solo il futuro che non sarà rose e fiori anzi ci sarà un braccio di ferro tra Barcellona e Madrid fino alla capitolazione della regione politica catalana,anzi i tempi potrebbero essere maturi per una guerra civile.Con l'attivazione dell'articolo 155,che gli esperti hanno già soprannominato "bomba atomica",Rajoy è giustificato ad applicare,per la prima volta nella storia spagnola,le dure conseguenze della legge che prevede di dichiarare l'esecutivo catalano decaduto fino all'arresto di Puigdemont con 30 anni di carcere.Tra le altre misure da attuare subito c'è anche il controllo dei quasi 20 mila Mossos d'Equadra,la polizia della Catalogna,che dovrebbe intervenire per l'ordine in tutta la regione.Al posto di Puigdemont si fa largo il prefetto Millò che dovrebbe convocare le elezioni anticipate.Queste in rapida sintesi le mosse del governo spagnolo ma non sarà facile attuarle soprattutto perchè il presidente Puigdemont si fa forte delle decisioni del parlamento con lo scudo della popolazione che ha voluto l'indipendenza.Il braccio di ferro tra Barcellona e Madrid è all'inizio e ogni scenario a questo punto è aperto sperando che la situazione non degeneri in aspre lotte e in sanguinosi scontri.


CATALOGNA,RAJOY DA 5+3
GIORNI DI TEMPO A PUIGDEMONT

"BARCELLONA CHIARISCA O
STOP ALL'INDIPENDENZA"

COMUNQUE NON E' UNA
STORIA CHE FINISCE BENE


di Augusto Maccioni
(11-10-2017) A Carles Puigdemont ha risposto Mariano Rajoy(
foto dal web),due personaggi al centro di una sfida che mette in evidenza la Catalogna e la Spagna.Il problema è l'indipendenza e la possibilità che parte importante della Spagna diventi autonoma e possa cavalcare il vento nuovo in tutta Europa.La Catalogna avrà la forza di continuare a dare la spallata alla Spagna,avrà dalla sua parte l'economia e la legittimità per rendere fattibile questa scissione?Puigdemont ci crede e con lui tutti quelli che hanno votato per il successo del referendum,quindi è inevitabile la scissione.Adesso si tratta di realizzare quel voto in termini pratici,renderlo praticabile e farlo digerire.Non sarà facile anzi il problema non si pone neanche.Intanto perchè la posizione dell'indipendenza della Catalogna,ha detto Puigdemont,è rimandata,forse di una settimana e l'elettorato non ha capito.Il premier Rajoy ha invece capito le difficoltà dei sostenitori della Catalogna indipendente e ha rilanciato dando l'ultimatum:Puigdemont sia più preciso,vuole o no l'indipendenza?Il premier spagnolo da 5+3 giorni poi,se ci sarà l'indipendenza,sarà rottura piena e le conseguenze saranno disastrose non solo per la Catalogna ma per l'intera Spagna.La Catalogna nei confronti dell'Europa ha un debito per 90 miliardi mentre nei confronti della Spagna il debito è minore ma di spessore,oltre 60 miliardi.E' solo un esempio,una piccola tegola,poi ne seguiranno altre che faranno molto rumore e metteranno a dura prova la stabilità di questa indipendenza che andrà avanti stancamente e forse non avrà benzina sufficiente per continuare su una questione posta malamente,senza accordo e senza le misure necessarie.Se Puigdemont insiste e sfodera la sua indipendenza Rajoy risponderà con l'articolo 155 per "ripristinare la legalità e porre fine a questo strappo".Sarà guerra civile?Forse ci sarà una soluzione e sarà la Spagna a porla:quella di "ridefinire lo statuto della Catalogna".Forse non basterà e allora ci apprestiamo a vivere momenti difficili in uno scenario non facile dal punto di vista politico,economico e civile non solo in Spagna ma in tutta Europa.



SARDEGNA COME CATALOGNA,SUBITO UN REFERENDUM PER L'INDIPENDENZA
MAURO PILI:"I SARDI DEVONO DECIDERE SE RIMANERE UNA COLONIA"

di Augusto Maccioni
(5-10-2017) Dopo lo Statuto speciale la Sardegna punta all'indipendenza dall'Italia.Secondo Mauro Pili(
foto dal web),deputato di Unidos,ci sono le condizioni per fare dell'isola sarda uno Stato indipendente da quello italiano.Per questo motivo Pili ha avviato il processo che nelle intenzioni dovrà portare al referendum sull'indipendenza della Sardegna.Come dire:La Sardegna come Catalogna,anche se il processo sarà tutto in salita perchè l'Italia è strutturata per essere una Nazione una ed indivisibile.Lo prevede la Costituzione ma è anche vero che tutto potrebbe diventare più semplice se si dovesse cambiarla,cosa sicuramente difficile se non impossibile.I motivi,comunque,per intraprendere questo percorso ci sono ed ecco perchè il parlamentare ha depositato una proposta costituzionale che potrebbe essere discussa e votata solo nella prossima legislatura con l'obiettivo di "dare alla Sardegna uno strumento democratico di difesa e di libertà".Nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio il parlamentare di Unidos Pili ha annunciato nei dettagli la proposta di legge condividendo "percorsi anche giudiziari" simili a quelli intrapresi dalla Catalogna sulla Spagna.Con questo "strumento di tutela e di rispetto del Popolo Sardo si vogliono abbandonare le discriminazioni e la violenza nei confronti del patrimonio ambientale della Sardegna da parte dello Stato italiano che ha sempre trattato l'isola sarda come una colonia utilizzandola per missili,bombe e discariche varie".Se la proposta di legge dovesse essere ammessa,dice Pili, trasformeremo la pdl costituzionale in proposta di legge di iniziativa popolare."Se la Boldrini la dichiarasse inammissibile,dice ancora Pili,si aprirebbe un contenzioso,un processo giudiziario internazionale a cominciare dalla Corte di giustizia europea".L'inammissibilità,dice il parlamentare di Unidos,sarebbe comunque solo "politico,personale e non istituzionale" visto che il presidente del Senato ha già reso ammissibile una proposta analoga per il Sud Tirolo.C'è un precedente,a firma di Francesco Cossiga,e pertanto la Boldrini non può non riconoscere "la civiltà nuragica,la lingua e la condizione insulare" e la Sardegna potrebbe diventare uno Stato autonomo indipendente.Il modello catalano è la strada giusta ma non c'è un fronte unico per la secessione.Ma c'è anche chi,come Mario Segni,dice che la secessione catalana rischia di disgregare l'Unione Europea e quindi rischierebbe anche,nel caso sardo,di disgregare la stessa Italia.


I 38 GIORNI CHE HANNO
CAMBIATO LA NOSTRA VITA

CAGLIARI E I SUOI ABITANTI
SI RIPRENDONO VIA ROMA


di Augusto Maccioni
Cagliari e i suoi abitanti si riprendono via Roma.E' una bella notizia,una di quelle che riempiono di gioia e che mettono in soffitta,speriamo per sempre,questo "esperimento" durato 38 interminabili giorni dove il deserto e quattro ombrelloni sono stati protagonisti indiscussi di questa estate cagliaritana.Le polemiche ci sono state e sicuramente ci accompagneranno per un lungo tratto della nostra vita e non so se si vorrà insistere su questo test che potrebbe funzionare ma che non porterebbe la città da nessuna parte nè avrebbe vantaggi turistici e ambientali.Se è stato fatto a scopo elettorale(è stato detto anche questo) il risultato è positivo,almeno a parole,ma penso che trattare questa grande e importante arteria della città di Cagliari in modo approssimativo è quanto meno deleterio per la popolazione,per la sua storia e la sua cultura.Soprattutto perchè non si sono individuate alternative allo stop del traffico nè si è messo in moto una serie di proposte utili per decidere come armonizzare lo spazio libero col traffico delle auto.Grandi spazi,poi,non significa dare concretezza alle scelte per costruire il futuro ma è possibile dare un senso a questa svolta che si è voluto dare se si mettono insieme scelte più ampie che coinvolgono l'intera via Roma,dalla zona portici al porto coinvolgendo anche la cosidetta "via di mezzo" che deve essere rivalutata per convogliarla in questo progetto inserita,poi,in un programma che coinvolgono le altre vie e arterie che hanno a che fare con la via Roma.Cagliari in questi tanti giorni non è stata la stessa,ma può essere un bene questa "avventura"perchè da questi test approssimativi possono nascere nuove idee e proposte per fare veramente grande e turistica questa città ad iniziare dalla sua arteria più rappresentativa.


IL VIMINALE HA UN PIANO PER INTEGRARE I RIFUGIATI
DOPO L'ACCOGLIENZA I MIGRANTI ANDRANNO A SCUOLA,AVRANNO UN LAVORO,LA CASA E GARANZIE SANITARIE

di Augusto Maccioni
(1-9-2017) Dopo l'afflusso biblico di migranti in Italia (
foto dal web)ci si prepara alla fase 2,una soluzione che dovrebbe interessare propriamente le nostre Regioni.E' stato detto,e i fatti lo dimostrano,che è un problema rimpatriare gli immigrati e allora il Viminale vuole affidarsi alle Regioni per dare una sistemazione definitiva ai profughi promettendo alle istituzioni agevolazioni e bonus pro-quote.In pratica chi è arrivato può rimanere,anzi sarà costretto a stare nelle nostre città perchè gli altri Stati europei hanno fatto sapere che non vogliono far entrare i migranti e continuano a dire che è "un problema italiano" perchè è la "prima accoglienza" a determinare la destinazione finale.In compenso l'Europa sarà generoso in termini di flessibilità e di finanziamenti.Gli accordi Italia-Francia-Germania e Ue non hanno portato a grandi decisioni anche se c'è stata grande soddisfazione per le cose che l'Italia ha fatto,non ultimo l'accordo con la Libia contro gli scafisti oltre al fatto che l'Italia ha messo a norma la giungla delle Ong nel Mediterraneo.Quindi l'Italia si prepara a dare una sistemazione ai tantissimi migranti che sono stati accolti nel nostro Paese.Il piano del Viminale si sposta alle Regioni e la parola d'ordine è l'integrazione dei profughi.Se l'accoglienza è un problema dello Stato italiano,l'integrazione è una questione regionale.Se è questo il nuovo piano del governo le Regioni si devono attrezzare per dare agli "stranieri" gli strumenti per vivere "dignitosamente" in Italia.Quindi istruzione ma anche formazione e avviamento al lavoro ma anche case e garanzie sanitarie.In pratica saranno i migranti i nuovi italiani del futuro.Da parte governativa è stato detto che l'Italia non si deve fermare alle politiche dell'accoglienza ma deve fare di più con la capacità di integrare i migranti e ciò "per difendere la nostra democrazia".

MIGRANTI,MINACCE ISIS,SGOMBERO DELLA PALAZZINA ABUSIVA
PIANO GENTILONI-MINNITI
METTE IN OMBRA RENZI

PRIME BATTUTE NEL PD IN
VISTA DELLE ELEZIONI


di Augusto Maccioni
(27-8-2017) Attenti a quei due.La coppia è quella del premier Gentiloni e del ministro degli interni Minniti i quali stanno gestendo la gravosa macchina dei migranti,dell'ordine pubblico e delle continue minacce dell'Isis all'Italia.E quello che è accaduto a Roma in questi giorni è una prova della nuova linea comunicativa dei due esponenti del governo dove l'azione di forza della polizia per sgomberare una palazzina abusiva nella Capitale ha creato polemiche e rabbia.Frasi come quelle riportate dalla stampa "Non si esegue uno sgombero con quelle modalità e non lo si fa senza una adeguata soluzione alternativa" ma anche perchè lo "sgombero di una palazzina non è una questione di ordine pubblico" non lasciano indifferenti,creano divisioni e polemiche.A questo punto non si capisce da che parte sta la legalità.Si chiede di rispettare la proprietà privata perchè è un diritto sacrosanto e perchè dietro all'appartamento c'è il sudore di una vita,ci sono i quattrini acquisiti dopo anni di sacrifici e privazioni e non è giusto,anzi da condannare,chi si piazza dentro casa tua e se ne impossessa perchè ha più bisogno di te e merita più attenzione "sociale" di te.E' un buonismo ingestibile da respingere con forza.E in casi più gravi,come quello della palazzina in questione,è giusto che la polizia faccia rispettare la legalità e non si assoldino,invece come vorrebbero altri, specialisti con pistole e mitra per salvaguardare un bene.Anche la proprietà dello Stato deve essere rispettata al pari di quella privata.Se dovesse passare questo messaggio,cioè favorire l'occupazione di una proprietà per poi stabilire chi ha più bisogno,il Paese potrebbe generare tanti altri messaggi in un continuo far west con una prospettiva allarmante non più sanabile.E potrebbe anche non stupire chi si rifiuta di pagare la luce,il gas o il telefono e se queste utenze vengono escluse,si fanno barricate e si va in piazza mentre altri fanno ricorso perchè "è una pertinenza sociale" e in attesa continuano a utilizzarle.Chi ha un servizio deve pagarlo,chi non può permetterselo si rivolga alle tante associazioni,o al Comune,che valuterà il caso.Non si può pretendere che altri vengano meno a vantaggio di chi fa il prepotente e vuole tutto.Frasi del genere:"Vogliamo vivere come romani" va benissimo,solo che bisogna vivere,sacrificare,lavorare e sapersi adattare(e pagare le tasse) come i romani d'Italia.In che modo Gentiloni-Minniti si sono distinti in questa vicenda?Non facendo nulla nel senso che per loro c'è stato un silenzio-assenso che a prima vista potrebbe preoccupare ma se si guarda a lungo termine,nel senso politico,potrebbe dare i suoi frutti.I cittadini anche in questo caso hanno incassato.Non so se questa vicenda dello sgombero sia passato inosservato,di sicuro non è piaciuto il fatto che il premier e il suo ministro non si siano schierati.Loro dicono:"E' compito dei prefetti e dei questori",vero ma dietro a ogni decisione,soprattutto come in questo caso,c'è sempre la "mano" politica.A questo punto è già chiara la formazione dei due schieramenti in vista delle elezioni politiche della prossima primavera.Da una parte Gentiloni-Minniti dall'altra Orfini,Martina,Franceschini,Delrio e naturalmente Matteo Renzi.C'è la linea morbida e decisiva quando serve dall'altra la "mano dello scontro" che a volte fa alzare i sondaggi.Siamo all'inizio ma è iniziata la battaglia all'interno del Pd per gestire campagna elettorale e leadership.


BARCELLONA,ATTACCO SULLA RAMBLA
LA SPAGNA CHIEDE UNA
NUOVA AGENDA POLITICA

CATALOGNA "COVO" JIHADISTA,
I MOTIVI DEL MASSACRO


di Augusto Maccioni
(18-8-2017) Il terrorismo è silenzioso,forse estemporaneo,sanguinario e destabilizzante sempre.Da tempo ci siamo abituati alle tragedie,alle esplosioni di massa e alle uccisioni che colpiscono simboli di Stato.Questa volta il massacro è avvenuto a Barcellona,un giovedi di sangue ad alta tensione in una città simbolo della Spagna,dinamica e cosmopolita,apprezzata e visitata da milioni di persone da tutto il mondo e proprio per questo la tragedia ha un significato che va oltre il linguaggio del terrore perchè colpisce al cuore le persone,gli affetti di quante sono morte e di quelle ferite o scampate a morte certa,ma ha colpito anche una grande città,Barcellona,grande esempio economico e culturale di prima grandezza nel Mediterraneo.Gli analisti si interrogano su tutta la vicenda e ci si chiede il motivo di tanta atrocità anche se il terrorismo non conosce regole e mira dritto a uccidere "gli infedeli" e creare terrore e scompiglio e ha destabilizzare la vita normale.Stoccolma,Berlino,Nizza e adesso Barcellona.E' il tragitto del terrore,di un'Isis che ha perso la battaglia in tante zone della Siria e che adesso chiede vendetta con i jihadisti sparsi in tutta Europa,pronti a colpire,a uccidere e mettere in ginocchio istituzioni e regole degli Stati.La Spagna era riuscita a stare lontana dalle selvagge incursioni dell'isis anche se il Paese è considerata terra di passaggio,forse di "covo" di terroristi.La sicurezza e la polizia spagnola hanno retto e hanno messo sotto sorveglianza istituzioni,piazze e simboli ispanici.Qualcosa però non ha funzionato perchè il terrore si è esternato con violenza sulla Rambla in una zona più turistica e affollata per eccellenza,mettendo a morte tante persone che appartengono a molte nazionalità.Le vittime sono 14,ci sono anche due italiani,e i feriti almeno 60.In Spagna l'Isis ha molti militanti e la Catalogna è un focolaio jihadista di primo livello,ma anche Ceuta,Melilla e per molti versi Madrid.E' una pentola in ebolizione che è esplosa e che ha rotto quella linea di "accordo" che andava avanti da tempo,un silenzio-assenso che non colpiva la Spagna ma che adesso qualcosa non ha funzionato e il terrore e le stragi hanno iniziato a manifestarsi con violenza sanguinaria anche in questo Paese "pacifico".Una strage di questa portata è anche figlia di una turbolenta situazione politica ed è un campanello d'allarme per il governo,per la realtà catalana e per i movimenti indipendentisti.E' tempo che anche in Spagna si pensi veramente ad una vera agenda "democratica",per il bene di tutti e soprattutto per i cittadini che chiedono sicurezza e lealtà democratica e non vengano amplificate quelle opportunità politiche che creano confusione,destabilizzano e mettono in pericolo la vita stessa dei cittadini e dei turisti.

SVOLTA DELLA CHIESA SUI MIGRANTI,C'E' ACCORDO TRA GENTILONI E PAPA FRANCESCO
TRIPOLI POTREBBE SPARARE
SUI CONVOGLI UMANITARI

SI APRE LA ROTTA TRA
ALGERIA E SARDEGNA?


di Augusto Maccioni
(12-8-2017) La svolta del Vaticano sulla vicenda dei migranti (
foto dal web)ha in qualche modo reso possibile la presa di posizione e il coraggio del governo italiano a contrastare il traffico e a combattere gli scafisti.Incontri segreti tra il premier Gentiloni con Papa Francesco,a casa dell'arcivescovo Angelo Becciu numero due della Segreteria di Stato del Vaticano, e il ministro Minniti col cardinale Bassetti presidente della Cei ha blindato la consapevolezza,con l'accordo a denti stretti della Merkel,dell'Italia a fare il passo decisivo che forse renderà più autorevole ogni decisione futura del governo del nostro paese.Le aperture alla nuova linea italiana si sono viste subito già giovedi scorso quando il presidente della Cei cardinale Gualtiero Bassetti ha richiamato la necessità di "un'etica della responsabilità e del rispetto della legge".Ed è anche la prima volta che non si mettono al primo posto i migranti ma c'è anche il problema di come poterli sistemare,un "calcolo" non marginale se si tiene conto della grave crisi economica nel quale sta attraversando l'Italia,senza adeguati aiuti da parte dell'Europa che vanta norme e soluzioni per i migranti ma che denota fragilità e insensibilità nei suoi stati membri,come Francia,Spagna,l'asse balcanico e per molti versi la Gemania,i quali hanno dichiarato di chiudere ogni speranza ai tantissimi sfortunati che arrivano in Italia.Un primo passo lo aveva compiuto lo stesso Papa Francesco che il 10 giugno scorso aveva parlato del dovere e dei limiti dell'accoglienza.Tutto però si è sbloccato dopo l'accordo tra il premier Gentiloni e il presidente libico,quello riconosciuto dall'Onu,Hafez Al Serraj il 25 luglio,all'indomani dell'incontro a Parigi tra il presidente Macron lo stesso Al Serraj e il generale Khalifa Haftar,quest'ultimo un battitore libero che controlla le zone da dove partono gli scafisti, molto amico del presidente francese.L'Italia ha giocato d'attacco e la Francia ha dovuto per il momento cedere anche se è sempre in una zona d'attesa,sta di fatto che per il momento le norme che il nostro paese ha varato facendole rispettare alle navi delle Ong(diverse non hanno firmato il "codice di comportamento" con lo Stato e Msf ha rinunciato per il momento a imbarcare migranti per l'alta situazione di pericolosità in un tratto di mare insicuro) ha contribuito a rendere più sicuro il Mediterraneo,ha sconfitto gli scafisti e ha ridotto di molto il flusso dei migranti.C'è l'aiuto considerevole della marina libica che ispeziona la zona rossa pronta a sparare su ogni azione degli scafisti.In una situazione del genere,per il momento,le acque delle polemiche e le morti nel Mediterraneo si sono placate e finalmente c'è senso di responsabilità e di rispetto per le istituzioni in campo.E c'è anche rispetto e dignità per ogni persona che si trova in difficoltà e che ha bisogno di cure e assistenza.Se il flusso di migranti si è bloccato,così come era avvenuto in Grecia dopo l'accordo con la Turchia,si sono aperte altre rotte che nel futuro potrebbero essere preoccupanti,come il varco con la Spagna ma anche la rotta che dall'Algeria porta alla Sardegna.Quest'ultimo "piano" degli scafisti sta ottenendo successo e diversi sbarchi sono avvenuti nelle zone costiere sarde tra Teulada e Sant'Anna Arresi.Per il momento sono piccoli gruppi,di 15 persone,soprattutto algerini,con uomini e diversi minori,ma gli analisti prevedono che presto ci sarà l'assalto perchè potrebbe essere l'unico sbocco naturale in un tratto di mare non controllato a sufficienza.Per questo motivo sarebbe necessario intensificare un controllo sistematico e rigoroso anche nel tratto di mare tra l'Algeria e la Sardegna,una rotta antica messa su in fretta dalla malavita non solo libica per arrivare comunque in Italia.C'è anche un altro scenario che gli scafisti potrebbero attuare,terrificante, che potrebbe portare a un risultato significativo come avvenne qualche anno fa quando gli scafisti fecero morire moltissimi bambini facendoli naufragare a morte.In quella occasione si aprirono le mani dell'accoglienza,un esempio che potrebbe ripetersi e che potrebbe dare una spallata al rigore italiano e al controllo armato delle autorità libiche.


"ITALIA ACCOGLIENTE"E LA GERMANIA CI RISPEDISCE I MIGRANTI
IL VICE DI SARRAJ ACCUSA ROMA E HAFTAR CONFERMA:"BOMBARDEREMO
LE NAVI ITALIANE"


di Augusto Maccioni
(4-8-2017) La situazione è cambiata e adesso l'Italia è in grado di far fronte all'accoglienza dei migranti.Per questo motivo la Germania sta rispedendo al mittente,cioè all'Italia,tutti i nuclei familiari di richiedenti asilo approdati prima nel nostro Paese,come prevede il regolameto di Dublino(foto dal web).E' quanto sostiene l'Ufficio federale tedesco,ma anche il tribunale europeo per i diritti umani, che sta rimandando indietro i migranti i quali ingrosseranno di nuovo le presenze di quanti sono già arrivati nel nostro paese dalle navi delle Ong provenienti dalla Libia.I migranti approdati in Italia sono oltre 95 mila dall'inizio di quest'anno e il flusso continua inarrestabile anche se c'è stata una flessione da quando l'Italia ha deciso di varare un regolamento per le Ong e ha autorizzato,d'accordo con il governo libico,la presenza di navi italiani anche nelle acque libiche al fine di contrastare e combattere i trafficanti di esseri umani.Da tempo era chiaro che l'Italia non era in grado di accogliere il flusso continuo di migranti, un problema europeo più volte sostenuto dal governo italiano ma disertato tante altre volte dai paesi membri fra i quali la Francia,la Spagna e per molti versi anche dalla Germania che in un primo momento,nel 2014,aveva sospeso l'applicazione di Dublino nei casi in cui i paesi di prima accoglienza non fossero stati in grado di garantire la dignità dei richiedenti.Con l'elezione di Macron la visione anti-migranti è più chiara e alla Francia si stanno accodando tutti gli altri Paesi compresa la Germania che per isolare ulteriormente l'Italia sta facendo circolare nei suoi media la bontà dell'accoglienza italiana,delle sue strutture e del fatto che non abbiamo problemi a ospitare quanti arrivano dalla Libia.Hanno creato così una falsità gigantesca premessa indispensabile per rimandare in Italia i migranti perchè,dicono,siamo più idonei e più qualificati ad accoglierli.Viene il sospetto che sia sempre in atto l'asse Francia-Germania per isolare l'Italia e affossarla con i migranti.La Germania sta con la Francia che ha qualche "incidente" con l'Italia(cantieri navali Stx ) e allora hanno individuato un problema per garantirsi autorevolezza ed egemonia.Il tempismo tedesco,poi,è eccezionale.La Procura italiana pizzica la Iuventa,nave tedesca,la pongono sotto sequestro(con Pc smartphone e documenti della Ong) e viene accusata di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.La Procura indaga sui contatti tra la Ong e gli scafisti di soccorsi "programmati" e "migranti prelevati"dai gommoni.E c'è l'ombra francese sulle scintille politiche in terra libica tra Fathi Al-Mejbari e il premier al Sarraj.Il vice del premier libico,infatti,non riconosce l'accordo con l'Italia e prende le distanze e dice che la "missione italiana in acque libiche è illegale" e si appella alla Comunità internazionale e al Consiglio di Sicurezza ma anche alla Lega Araba e all’Unione Africana perchè esprimano una propria posizione.C'è poi il generale Khalifa Haftar,che non ha partecipato all'accordo con Gentiloni,grande amico di Macron che minaccia le navi italiane.

E' MORTO CHARLIE,I GENITORI:"CI HANNO NEGATO L'ULTIMO DESIDERIO"
UNDICI MESI TENUTO
IN VITA DA UNA MACCHINA

IL VATICANO :"DIO NON
STACCA LA SPINA"


di Augusto Maccioni
(28-7-2017) L'annuncio dei genitori di Charlie è lapidario,scarno:"Il nostro splendido bambino se n'è andato"(foto dal web).E' morto il coraggioso guerriero che per tanto tempo ha toccato il cuore di mezzo mondo a causa di una grave malattia genetica,se n'è andato spegnendosi lentamente dopo che le macchine sono state staccate.E' morto una settimana prima del suo primo compleanno e ha vissuto la maggior parte della sua breve vita in ospedale,tra medici e infermieri,attaccato a una macchina che lo teneva in vita ma soprattutto è stato amato dai suoi genitori,Connie Yates e Chris Gard,sempre presenti,sempre pronti ad una carezza,a un bacio e con le attenzioni straordinarie di questi genitori che si sono prodigati al massimo per trovare una cura.La loro battaglia è stata esemplare ma la burocrazia,i medici e 4 gradi di giustizia hanno detto "no" alle cure sperimentali americane e italiane,dell'ospedale Banbino Gesù,che forse,potevano salvarlo e ridargli nuovamente il sorriso.Una lunga ed emozionante battaglia iniziata a gennaio ma mai era stato posto il problema di trovare una cura adatta per salvarlo ma si erano trovati i motivi più disparati per non concedergli un'altra possibilità di vita.Tanto tempo andato in fumo senza che ci siano state risposte ai veri problemi che riguardavano il piccolo Charlie,sempre più affossato dalle carte dei tribunali,dalle ragioni dei medici strutturati da norme che non contemplavano cure sperimentali,dalla burocrazia senpre dalla parte di chi non vuole decidere situazioni vitali ed immediati.E' morto negandogli la possibilità di portare il piccolo Charlie a casa,l'ultimo atto assurdo.Adesso è senza vita in un hospice su decreto del Tribunale tra le lacrime dei suoi genitori che non lo hanno lasciato un istante.Charlie era nato il 4 agosto dello scorso anno "perfettamente sano",poi,dopo otto settimane,le sue condizioni si sono progressivamente deteriorate per una forma di malattia mitocondriale che causa debolezza muscolare progressiva e danni al cervello.Preghiera e vicinanza sono stati espressi dal Vaticano.Mons.Paglia,a Radio Vaticana, ha ribadito la grandezza dell’Amore di Dio che «non stacca la spina».


CHARLIE,ORA E' TARDI.I GENITORI:
"IL DANNO E' STATO FATTO"
LA RESA DI CHRIS E CONNIE:
"POTEVA ESSERE SALVATO"

FESTEGGERA' IL SUO PRIMO COMPLEANNO CON GLI ANGELI

di Augusto Maccioni
(24-7-2017) Volevano solo dargli una speranza di vita.Adesso non c'è più tempo.L'annuncio di Chris Gard e Connie Yates(
foto dal web) che pone fine a questa vicenda che ha fatto piangere mezzo mondo lascerà il segno dopo una lunga battaglia giudiziaria per tenerlo in vita,perchè non sono loro a fare morire il piccolo Charlie affetto da una rarissima malattia genetica, la sindrome da deplezione mitocondriale,ma le decisioni assurde dell'Alta Corte britannica e dei medici dell'ospedale Great Ormond Street.In quel lettino d'ospedale,tenuto in vita da una macchina,si stanno consumando le ultime ore per il piccolo Chris che chiedeva la cosa più semplice e più amorevole di questo mondo:avere una possibilità per vivere.Le norme giudiziarie e il tornaconto ospedaliero britannico hanno avuto la meglio sul diritto di vivere,sul sorriso di un bambino ai loro genitori,sulla stessa vita umana.Come si può delegare alla giustizia di chiedere di interrompere la vita di una persona umana?E soprattutto,cosa più drammatica,chiedere ai magistrati che venga tolta la spina a un bambino malato?Non è possibile e forse non ci sono spiegazioni.In questa cultura di morte il messaggio che si fa strada è solo uno e non guarda in faccia alla cura,ai progressi scientifici e alla possibilità che un farmaco possa creare il miracolo.Vuole a tutti i costi che un malato,che si decide "incurabile",venga messo a morte.Senza appello e senza nessuna possibilità che possa guarire.I genitori di Charlie hanno raccontato la loro verità,quella autentica e quella vera.Hanno detto che il loro piccolo bambino poteva essere salvato sei mesi fa ma i medici,prima,e l'Alta Corte britannica dopo hanno sentenziato diversamente mettendolo nella lista delle persone che "dovevano morire" perchè incurabile o perchè le cure alla lunga non l'avrebbero salvato.Eppure,dicono i genitori,c'era il tempo per salvarlo."A gennaio quando abbiamo chiesto una cura sperimentale,dicono ancora i genitori,c'era una charce per salvarlo".Adesso il tempo è scaduto e il piccolo Charlie può andare con gli angeli e saranno loro a festeggiare,il prossimo 4 agosto,il suo primo anno di vita.Davanti a questa crudeltà dei magistrati(si sono espressi contro la cura sperimentale quattro volte) adesso non rimane che la presenza e la tenerezza del piccolo ancora per pochi giorni,poi la decisione senza appello.Ma non smetterà di vivere,dicono convinti e con le lacrime agli occhi i genitori,perchè Charlie vivrà per sempre.

VIENNA MINACCIA:
"CHIUDIAMO IL BRENNERO"

"BLOCCATE I MIGRANTI
SULLE ISOLE ITALIANE"

CAPPELLACCI:"E' UN DISEGNO FOLLE.LA SARDEGNA
NON PUO' ESSERE IL TERMINAL DEGLI SBARCHI"


di Augusto Maccioni
(18-7-2017) Molti dicono che sono soltanto "voci",altri che "è propaganda politica",altri ancora che "prima o poi le cose si sistemeranno".Sta di fatto che il problema,che dura da diversi anni,non ha trovato soluzione e la questione immigrati tiene ancora banco e non è un ragionamento astratto ma è reale il fatto che nei porti italiani continuano ad arrivare migranti da tutte le parti.I diversi incontri istituzionali a livello europeo sono naufragati sulla pelle del premier Gentiloni e del ministro Minniti,ma anche sulla pelle di tutti gli italiani impegnati in prima persona in un problema di una vastità enorme, e la risposta europea ha continuato a creare l'assurdo massiccio arrivo dalla Libia,in un susseguirsi spaventoso che sembra inarrestabile.Per di più c'è il blocco della Francia,della Spagna e della Germania che potrebbero autorizzare l'Italia a concedere visti umanitari a tutti i migranti che sbarcano consentendoli di arrivare indisturbati in tutta Europa.Potrebbe essere una "furbata"all'italiana e la risposta non si è fatta attendere."Niente invasione"dicono con una certa arroganza dall'Austria che non intende accogliere nessun immigrato anzi mette le mani in avanti,come se tenessero pronti fucili e eserciti,chiedendo di evitare il passaggio oltre il confine."Attenta Italia,dice anche il ministro dell'Interno Wolfgang Sobotka,se il numero di migranti verso l'Austria aumenta ancora chiudiamo nel giro di 24 ore il confine con il Brennero"(foto dal web).Questo anche per rispondere all'ipotetico piano italiano,come ha riportato il Times,che potrebbe concedere 200 mila visti temporanei per l'Europa.Sicuramente la minaccia austriaca è propaganda politica(in Austria si vota il 15 ottobre) e comunque,fa sapere il viceministro degli esteri italiano Mario Ciro,le dichiarazioni del ministro degli interni austriaco sono "surreali",una minaccia che l'Italia respinge con forza perchè il nostro paese non ha nessuna intenzione di compiere mosse unilaterali sulla crisi dei migranti.C'è però un altro problema che il ministro Kurz ha evidenziato e che potrebbe innescare un'autentica bomba umana su alcune regioni italiane.Siccome non è possibile accogliere i migranti nei Centri africani c'è però la possibilità che l'Italia possa trattenerli sulle sue isole per non traghettarli nella terraferma italiana e quindi nel resto dell'Europa.Per l'Austria è una soluzione splendida che ha un riscontro prima dell'accordo con la Turchia.Allora i migranti,in grandissima quantità, sbarcavano nelle isole dell'Egeo e vi rimanevano per controlli e altri adempimenti e non potevano essere trasferiti sulla terraferma in Grecia.Sempre secondo Kurz "diverse persone" stanno già pensando a questa soluzione,cioè:"bloccare i migranti sulle isole".E quando si parla di isole naturalmente ci si riferisce alla Sicilia ma in modo particolare alla Sardegna,terra accogliente,di grandi tradizioni e con la vocazione turistica.Sarebbe uno schiaffo enorme per l'isola sarda che non merita un oltraggio del genere.Non so se i governanti sardi avranno la voglia e il tempo per respingere questa ipotetica proposta."E' un disegno folle" dice Ugo cappellacci coordinatore di Forza Italia in Sardegna,occorre una risposta forte, decisa, con il blocco dei porti e degli sbarchi. La Sardegna non può diventare il terminal degli sbarchi. E’ assurdo, prosegue l’esponente azzurro, che la Regione non batta ciglio di fronte ad una politica folle e pericolosa per le nostre comunità".

IN VIGORE UN'ALLEANZA EUROPEA PER RESPINGERE I MIGRANTI IN ITALIA
POCHE REGIONI,COME LA SARDEGNA,PRESE D'ASSALTO
CHIUSURA DEI PORTI,
L'EUROPA SFIDA L'ITALIA


di Augusto Maccioni
(30-6-2017)-foto dal web- Si sa che al Consiglio europeo degli Affari interni del 6 luglio a Tallinn,sotto la presidenza dell'Estonia,la risposta dell'Ue non sarà affatto concreta e la provocazione del ministro Marco Minniti,di chiudere i porti alle navi non governative straniere,allora potrebbe materializzarsi e iniziare,tra mille difficoltà, a rendere operativo un piano che nessuno vuole ma che potrebbe essere necessario per dare un segnale forte all'Europa e rendersi disponibile a ricollocare i migranti in tutti gli stati membri.Una cosa è certa:nessuno ha intenzione di accogliere i migranti,ogni membro comunitario continua a dire che è solo un problema italiano.Lo stesso Macron,fresco di nomina in Francia,ha già messo i paletti e non vuole questo impaccio e accoglierà solo i migranti non economici(in pratica ha già chiuso i confini francesi).Dall'altra sponda,cioè la Spagna,Mariano Rajoy capisce i problemi italiani e dice che è una nazione da aiutare,ma non fa nulla per spalmare i migranti che arrivano in italia nel suo Paese(dall'inizio del 2017 loro hanno accolto solo 6 mila migranti contro i quasi 80 mila arrivati nel nostro Paese).Anche il ministro estone Andres Anvelt si dice dispiaciuto e conta di affrontare l'argomento "ascoltando l'Italia per affrontare la protezione delle frontiere,dei porti e le relazioni con la Libia".La relazione che farà Minniti sarà impietosa e non bastano più comprensione,nè una manciata di milioni per zittire l'Italia.L'esodo dall'Africa è preoccupante ed è un'azione biblica che non accenna a diminuire anzi la bella stagione e il mare piatto agevola la traversata che non è più pericolosa per le tantissime navi impegnate a trasportare i migranti dalle quasi acque libiche fino ai porti italiani.Il nuovo presidente di turno europeo,che conosce il problema per averlo vissuto in prima persona nei balcani quando il flusso non era bloccato dalla Turchia,non ha nessuna intenzione di impegnarsi per risolvere il gravoso problema italiano.Dice che "ascolterà"le esigenze italiane e chiederà perchè "l'Italia minaccia la chiusura dei suoi porti alle navi delle Ong".Quasi una sfida tra chi è in grave difficoltà(l'Italia) e chi invece tenta di salvare gli altri Stati europei,mentre sembra che ci sia una sorta di alleanza tra Francia,Austria e Svizzera per respingere i profughi e rimandarli in Italia.Intanto i centri di accoglienza sono al collasso,molti comuni sono in rivolta e diverse regioni,come la Sardegna,chiedono che altre regioni come,ad esempio,la Valle d'Aosta ma anche il Trentino Alto Adige e la Basilicata prendano in carico i migranti(attualmente ne arrivano pochi e tutti insieme coprono gli arrivi in Sardegna).E c'è anche il paradosso a Cona nel veneziano dove i migranti del posto hanno contestato l'arrivo di nuovi profughi.Non ne vogliono neanche loro perchè altrimenti destabiliscono la loro presenza nel paese.Intanto il governo italiano fa sapere che dalla Libia sono pronti a partire oltre 220 mila migranti e la situazione,già drammatica,diventerà esplosiva.


12 MILA SBARCATI IN ITALIA IN 48 ORE,
IN MOLTI COMUNI E' GIA' RIVOLTA

LO STRAPPO DEL GOVERNO:CHIUDERE
I PORTI ALLE NAVI STRANIERE

LA UE:L'ITALIA OBBLIGATA A
SALVARE I MIGRANTI

CAGLIARI,LE 904 PERSONE POTEVANO
SBARCARE NEI PORTI SPAGNOLI


di Augusto Maccioni
(28-6-2017) Questa volta non ci sono state frasi di circostanza,di rabbia ma si è passati oltre."L'Europa faccia di più" dicevano i vari premier prima di Gentiloni ma erano parole buttate al vento perchè l'Europa,e i suoi stati membri,sorvolava su prerogative che,dicevano,di competenza italiana.Il problema adesso sembra spostarsi perchè anche Gentiloni si è reso conto che l'Europa è sorda e che non fa niente per ricollocare i migranti che vengono salvati dall'Italia e sostenuti nel nostro paese.Non fa niente perchè all'Europa fa comodo comportarsi in questo modo.Da una parte c'è la Turchia pagata forse 30 miliardi per bloccare il flusso che altrimenti metterebbe in ginocchio i paesi dell'est fino alla Germania e Regno Unito ma anche la Francia;dall'altro l'Italia,senza aiuti e senza sostegno da parte dell'Europa,impegnata a salvare migranti provenienti dall'Africa e che adesso sono diventati numeri impressionanti che preoccupano e che condizionano molti settori della vita comunitaria non ultimo l'aspetto della sicurezza.Fin tanto che arrivavano mille,forse duemila persone ogni quindici giorni era una cosa,ma adesso ne arrivano 12 mila ogni due giorni e il sistema va in tilt.La trovata dell'Italia adesso è di passare ai fatti,non più chiedere all'Europa di impegnarsi sul fronte dei migranti ma di un passo formale con questo tenore:la situazione è grave("non più gestibile" dice il presidente Mattarella)e se l'Europa non interviene subito "il governo italiano sta valutando la possibilità di negare l'approdo nei porti italiani alle navi che effettuano salvataggi dei migranti davanti alla Libia ma battono bandiera diversa da quella del nostro Paese".E' la prima volta che l'Italia si muove in questa direzione e il fatto può rappresentare uno strappo senza precedenti.Perchè chiudere la rotta alle imbarcazioni di molte Ong straniere,non quelle che partecipano all'operazione Frontex,rappresenta un segnale forte che potrebbe porre altri problemi come,ad esempio,l'apertura di un'altra rotta della Turchia che potrebbe preoccupare nuovamente la Germania e la Francia.La risposta dell'Europa non si è fatta attendere e pur riconoscendo l'impegno dell'Italia esprime la volontà che" tutti abbiamo un obbligo umanitario di salvare vite».Come dire :bene così,l'Italia può continuare a salvare i migranti.C'è poi una situazione assurda che riguarda i migranti arrivati a Cagliari nella mattinata di mercoledi 28 giugno.Ne sono arrivati 904,troppi per gestirli e per le scarsità delle strutture.La follia è che a sbarcarli è stata la nave spagnola "Victoria" che poteva tranquillamente portarli nei porti più vicini spagnoli e non in Sardegna,regione più lontana.Come mai?E' il solito problema:l'Italia prende tutti.Sarà sempre così?


AMMINISTRATIVE,BERLUSCONI ESULTA:"PRONTO A RESPONSABILITA'"
RENZI NON AMMETTE IL FLOP,I DEM LASCIANO 12 CITTA' AL CENTRODESTRA
GRILLO:"ALLE POLITICHE CI
SARA' ALTRA MUSICA"


di Augusto Maccioni
(26-6-2017) E' la sbornia incontenibile di chi ha vinto e il flop di chi invece ha perso(
foto dal web),ma non è convinto(al centrodestra 16 capoluoghi,6 al centrosinistra;i Cinque Stelle perdono Parma ma conquistano Carrara e Grillo:"Alle politiche ci sarà altra musica").Alle amministrative il centrodestra,quindi,come era nelle previsioni,ha vinto di gran lunga sul centrosinistra che non ha saputo dare un segnale forte e diverso dall'atteggiamento portato avanti dal precedente governo di Renzi che ricalca in buona sostanza l'attuale col premier Gentiloni(I dem lasciano 12 città al centrodestra: Pistoia, Spezia, Monza, Lodi, Como, Piacenza e Sesto).Hanno vinto Berlusconi,Salvini e Giorgia Meloni hanno perso Renzi,Gentiloni e la struttura politica organizzativa del Pd.E' doverosamente chiaro che gli italiani hanno detto che la politica del governo non è efficace e non è in grado di trasmettere sicurezza e aspettative nel futuro.Se il centrodestra ha vinto non significa che tutto potrebbe andare per il verso giusto alle politiche dove ci sarà da combattere parecchio in primis sulle stesse forze della coalizione.Il trionfo fa bene,è una buona medicina perchè fa capire i reali problemi dei cittadini e del paese in Europa.Tradurre i malumori in azioni efficaci non sarà facile soprattutto perchè i protagonisti della coalizione di centrodestra spesso non sono d'accordo e quando lo sono dimostrano di essere una forza.Alle comunali Berlusconi,Salvini e la Meloni hanno fatto le prove per una coalizione di lunga durata,bisogna vedere se ci sarà la voglia e la volontà di rispettare certi paletti importanti anche col fare un passo indietro se è necessario.Berlusconi è stato chiaro da tempo:insieme si vince.E i dati e la vittoria gli danno ragione e la sua euforia è stata contagiosa a tal punto che ha messo d'accordo Salvini e la Meloni,due protagonisti che si muovono in estrema libertà ma hanno un obiettivo preciso da conseguire.Sul traguardo finale,soprattutto in vista delle politiche,adesso si sta lavorando per dare la spallata definitiva alle politiche Pd che per anni hanno creato troppi malumori,precarietà e insicurezza.E lo stesso Berlusconi che da la dritta dopo un'impresa ritenuta da molti impossibile:fare un'alleanza sulla base di un'alleanza condivisa.C'è da chiedersi se Salvini("mai con Alfano") e la Meloni ("no a slogan ma più contenuti") si trovano d'accordo con l'ex Cavaliere e sarà dura,a prima vista,trovare la sintesi per la leadership.Per il Pd e il centrosinistra c'è aria di riscatto.E' dura da digerire la sconfitta,Renzi non lo ammette e guarda alle vittorie nei pochi comuni andati al suo partito ma è Orlando,ministro della Giustizia,che lo rimette in carreggiata:"Renzi deve prendere atto che il Pd è stato sconfitto e si trova isolato.Non sono le politiche e c'è il tempo di rimediare con una discussione seria e costruttiva per la ricostruzione del centrosinistra".Poi lo stesso ministro punta il dito sulla leadership:"Mi sembra una discussione lunare pensare al leader se non riusciamo a ricostruire un campo competitivo".



G7 TRASPORTI A CAGLIARI,LA SARDEGNA
PROTESTA DAVANTI AI GRANDI

L'ULTIMA TROVATA PER LA
"CONTINUITA' TERRITORIALE":
UN'ALLEANZA CON CORSICA E
BALEARI PER CONVINCERE L'EUROPA


di Augusto Maccioni
(22-6-2017) Al G7 trasporti a Cagliari(
foto tratto da internet)si guarda al futuro,si disegnano importanti infrastrutture con innovazione tecnologica che migliorano le produzioni,le esportazioni/importazioni ma anche il turismo.Una tre giorni sigillati con un accordo che sa di slogan,di tutti contenti e bravi ma che in realtà per la Sardegna potrebbe essere ancora una volta un segnale brutto per il suo futuro.Perchè l'isola sembra più isolata che mai con una difficoltà che dura almeno da 20 anni e che ancora una volta non è riuscita a realizzare la continuità territoriale,quel "ponte" che la Sardegna rivendica da anni e che lo Stato non riesce a dare.Le parole del governatore sardo Francesco Pigliaru sono dure ma si comprendono anche difficoltà e quasi rassegnazione perchè quando la Commissaria europea Violeta Bulc ha accolto con prudenza la richiesta insulare significa che ci sarà ancora molto lavoro da fare e che l'accordo non è affatto dietro l'angolo.Ci vorrebbe un'azione incisiva da parte dello Stato e non so fino a che punto il Ministro Delrio si farà paladino delle richieste sarde anche se,dice il Ministro,è necessario che l'Unione europea riconosca l'insularità per trovare dopo una soluzione per gli aiuti di stato.Pigliaru ha parlato di un'alleanza tra Sardegna,Corsica e Baleari una "sinergia che darà più energia",una sorta di G3 per una battaglia incisiva che dovrà coinvolgere l'Italia,la Francia e la Spagna e convincere l'Europa.La Commissaria "è prudente" ma non c'è entusiasmo per l'iniziativa.La Sardegna,come la Corsica e le Baleari,è un'isola e ha tutte le caratteristiche dell'insularità,ed ha una condizione geografica svantaggiosa con una discontinuità territoriale che fa paura.Si chiede il diritto ad essere collegati col resto del continente per scardinare quelle difficoltà,a volte insormontabili,che impediscono sviluppo e vicinanza e rende tutto più costoso.


AMMINISTRATIVE,GRILLO FUORI
DA TUTTI I BALLOTTAGGI IMPORTANTI

L'ASSE CON LA LEGA FUNZIONA,BERLUSCONI:
"UNITI VINCIAMO",RENZI:"M5S NON CREDIBILE"


di Augusto Maccioni
(12-6-2017) Le amministrative sono una cosa,le politiche un'altra e su quest'ultime che si gioca il destino dell'Italia,non tanto per i prossimi anni ma per cercare quella stabilità che ultimamente è mancata.Detto calcisticamente questo campionato di serie B ha dato un verdetto nel senso che ha messo in evidenza la fragilità e la pochezza del M5S che è stata tagliata fuori da tutti i ballottaggi che contano,mentre si sono consolidati i due schieramenti,il centrosinistra e il centrodestra,che hanno avuto una giustificata rimonta dopo lo sbandamento ossessivo dei grillini che ultimamente stanno soffrendo perchè non riescono a dare un'alternativa politica e una strategia seria ai programmi delle coalizioni di Berlusconi e del Pd di Renzi.Certo le elezioni nazionali sono un'altra cosa,è la serie A della politica italiana,ma è sulle amministrative che si nota l'andamento dell'elettorato italiano che ha detto una cosa precisa:Grillo non è ancora credibile,non ha ancora un programma serio e per questo motivo è stato punito.Si pensava a un M5S col vento in poppa,come una volta,contro tutti e soprattutto contro i Berlusconi,Salvini,Renzi e la "dittatura" di Napolitano.Non è stato così e forse adesso è un movimento che fa meno paura,che esiste ma che si può combattere e vincere.I populismi non piacciono agli italiani i quali possono avere un gradimento fugace che dura poco e gli elettori lo hanno dimostrato in quest'ultima consultazione bocciando Grillo e promuovendo i "vecchi" partiti che forse sono cresciuti nei programmi,sono stati più convincenti e più vicini all'elettorato.All'appello mancano i non-voto un partito a parte che non dialoga con nessuna formazione politica perchè disillusa e non capita.Su quest'area si dovrà lavorare molto,non tanto da parte del M5S,che sono andati a votare e si sono espressi,ma quanto dalla sinistra e dalla destra che provano a darsi una scossa che però non è tale da rimettere in gara queste tantissime persone.Macron,in Francia,è riuscito nella scommessa e le amministrative in Italia potrebbero essere le premesse per riacquistare credibilità e consensi.La figuraccia della legge elettorale,condivisa dai quattro partiti,deve fare riflettere.Si vuole più impegno,buona volontà e non essere ostaggi di partiti minori.Andare avanti e non sarebbe male rivedere la stessa legge elettorale,sempre che ci sia l'avvallo dei quattro partiti,per dare un segnale forte all'Italia che attende un riscatto dopo tanti anni di politiche piatte.


STATI UNITI FUORI SUL CLIMA,
"ERRORE STORICO"

USA,29 STATI IN
RIVOLTA CONTRO TRUMP

LA GRANDE OPPORTUNITA' DELLA CINA

di Augusto Maccioni
(2-6-2017) E' arrivata la decisione di Trump e ha scatenato,come era ovvio,il finimondo nel senso che rinnegando l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici,con l'impegno di ridurre le emissioni globali da 69 a 56 gigatonnellate all'anno nel 2030, l'America ha fatto un passo indietro di 20 anni e ha consegnato il pianeta alle conseguenze più disastrose.Tutti adesso sono contro Trump per una decisione non certo affrettata ma ragionata nel tempo ed era un argomento chiave della sua campagna elettorale per le presidenziali degli Stati Uniti.In quella occasione aveva criticato aspramente le prove scientifiche ed era consapevole,stante ai rapporti dei suoi esperti,che l'effetto serra era un argomento sfavorevole all'economia americana quindi non aveva senso abbassare la soglia di uno o due gradi in quanto il pianeta non avrebbe avuto nel tempo nessun beneficio.L'accordo di Parigi perde un pezzo importante,uno dei Paesi più inquinanti al mondo,ma non è detto che si debbano disattendere le decisioni degli altri 200 paesi che continuano ad essere d'accordo nell'andare avanti.Con l'importante assenso della Cina, l'Unione Europea dovrebbe raddoppiare gli sforzi per portare avanti l'agenda prevista perchè si è consapevoli che gli effetti del riscaldamento globale è una minaccia reale per il clima,per l'ambiente,per l'uomo e per le migrazioni di massa.Gli Stati Uniti sono fuori ma è necessario lavorare per rimediare a questa decisione nefasta.Lo stanno già facendo 29 stati degli Usa che hanno aderito all'accordo di Parigi, ma anche le grandi imprese come Apple, Microsoft, Facebook, Google, ma anche Disney, la Pepsi, General Motors, e colossi energetici come Chevron,Exxon e General Electric.L'intesa Europa-Cina è importante e dovrebbe dare presto i suoi frutti.E' una buona opportunità per il presidente Xi Jinping che,attraverso i cambiamenti climatici,sta mettendo le basi per fare apprezzare la Cina in Europa per la sua produzione e per la sua colossale economia.


G7 A TAORMINA,INTESA CONTRO
I TERRORISTI NON SUL CLIMA

MIGRANTI,L'ITALIA E' LASCIATA SOLA
OXFAM E GREENPEACE SI
MOBILITANO CONTRO TRUMP


di Augusto Maccioni
(26-5-2017) E' un G7 problematico,il più complesso e diviso degli ultimi tempi.La situazione così diversa è dovuto principalmente all'arrivo sulla scena mondiale di un presidente di peso come Donald Trump ma anche all'assenza assurda di un altro presidente forse l'unico in grado di capire,ad esempio, il valore del terrorismo e combatterlo.L'assenza del presidente russo Putin al G7,è la terza volta che manca all'appello,si è fatta sentire su tutti i fronti e forse con lui l'Europa avrebbe avuto un valido alleato,almeno su alcuni temi, contro le tesi del presidente americano che viaggia per conto suo e non vuole capire le ragioni che agitano i problemi del Vecchio Continente.A rappresentare tensioni e incomprensioni sono stati i due presidenti europei Tusk e Juncker che hanno ammesso che esistono posizioni diverse su questioni come il cambiamento climatico e il commercio.Il premier italiano Gentiloni,padrone di casa di questo G7 a Taormina luogo paradisiaco di una Sicilia incantevole, ha cercato di ricucire e di mettere a punto una posizione unitaria per concludere degnamente questo G7.Non era facile e ci vorrà coraggio far quadrare le varie tesi e discussioni della prima giornata del summit mentre nella giornata conclusiva di sabato non sono previste grandi scossoni.Una delle discussioni è il cambiamento climatico,gli americani credono nell'ambiente ma mettono in primo piano la crescita economica e sarà dura avere un equilibrio alla maniera europea ma anche avere quello slancio di grande respiro gestito dall'ex presidente Usa Obama e prima ancora da George Bush col protocollo di Kyoto.L'attuale presidente Trump non è decifrabile e i messaggi lanciati in questi giorni su Brexit,Papa e Russia autorizzano a non comprendere la sua strategia politica ed economica.Sicuramente su questo tema Trump sta prendendo tempo e si esprimerà successivamente all'incontro di Taormina.Nessuna decisione,quindi, anche se altri paesi come Italia,Germania,Giappone e Regno Unito faranno pressione perchè Trump cambi idea.Un altro argomento delicato e di grande interesse è il contrasto all'immigrazione.Trump ha risolto il problema creando il muro con il Messico,diverso è per i migranti che partono dalla Libia perchè muri non se ne vogliono costruire e si fa fatica,anzi non si fa niente,per contrastare il fenomeno.Al G7 si è deciso di optare per un compromesso con "i governi hanno diritto sovrano di chiudere le frontiere e di fissare delle soglie per i migranti" e si dice anche che bisogna difendere i più deboli.Parole degne di massimo rispetto,di fatto però vari paesi europei,come la Francia,Spagna e i vari paesi balcanici attuano da tempo la chiusura delle frontiere e non fanno entrare i migranti.Flop quindi per le quote e grande responsabilità dell'Italia che accoglie a quattro mani i migranti dall'Africa,con buona pace di scafisti e di criminali.E nella giornata conclusiva del G7 sono previste manifestazioni di Oxfam italia e Greenpeace a favore del clima contro Trump ma anche per "rendere pienamente operativo l’Accordo di Parigi".Per Elisa Bacciotti della Oxfam Italia un "ulteriore rinvio non è più accettabile".


TERZA E ULTIMA TAPPA DEL
GIRO D'ITALIA IN SARDEGNA

VOLATA A CAGLIARI,VINCE IL COLOMBIANO GAVIRIA
"DALLE IMMAGINI RAI
UN'ISOLA POCO TURISTICA"


di Augusto Maccioni
(7-5-2017) La terza e ultima tappa del Giro d'Italia in Sardegna è per Fernando Gaviria.Il colombiano ha vinto allo sprint il percorso da Tortoli a Cagliari di 148 chilometri,precedendo il tedesco Selig e l'italiano Nizzola.Interessante e spettacolare la tre giorni ciclistica del centenario in Sardegna con grandi tappe e spettacolari immagini mozzafiato,con un pubblico su strada attento e numeroso.Per tre giorni,e non solo,i sardi hanno apprezzato la grande manifestazione ciclistica e da casa hanno potuto gradire le immagini in alta definizione sia della competizione ma anche del paesaggio in un tour che ha messo in evidenza in modo particolare Alghero,Olbia e Tortoli e alla fine,per la volata finale,Cagliari dove c'è stata la gioia dei cagliaritani riversati in prossimità del traguardo in via Roma per la conclusione del Giro sardo e l'apprezzamento per i ciclisti partecipanti.Fin qui la cronaca di una giornata straordinaria e di grande impatto sportivo ma ci sono anche i motivi decisamente mediocri per come è stato condotto l'evento dal punto di vista turistico.Il Giro d'Italia è un evento già di per se di grande interesse in Italia e nel mondo quindi è un momento importante e a volte determinante per veicolare immagini e "vendere"turisticamente il "prodotto".Si parla di Sardegna e si pensa al turismo,alle spiagge pulite e al mare cristallino,alle montagne e alla bella vegetazione,alle insenature e allo spettacolo imperdibile.Su queste immagini si doveva puntare per veicolare la Sardegna nel mondo.Invece è successo che la Regione e i singoli comuni interessati hanno speso alla fine milioni di euro perchè venisse in qualche modo raccontata la nostra storia,le nostre bellezze e la nostra cultura.Le immagini di Rai2 scorrono veloci,inquadrature al minimo indispensabili per il paesaggio circostante e dettaglio per i ciclisti mentre dall'alto ampio risalto per il percorso degli stessi.Mai un'inquadratura più ampia,mai soffermarsi su un paese,su un prodotto o su un qualcosa degno di nota.Nulla di tutto questo.Si arriva poi a Cagliari,ci sarebbe il Poetto,una splendida spiaggia che tutti ci invidiano,poi la Sella del Diavolo un promontorio che presenta aspetti interessanti sia naturalistico che archeologico,con piccole grotte abitate fin dal VI secolo a.C.,c'è il Porto,un'altra vetrina che merita attenzione.Le immagini della Rai sono per i ciclisti,ed è giusto che sia così.Del resto non potevamo sperare di più,ci abbiamo creduto ma è successo solo in parte e per noi forse è più drammatico.Potrebbe essere comunque una vittoria perchè il Giro è partito dalla Sardegna,è una notizia ma per noi poteva essere presentata meglio.

BILANCIO DI S.EFISIO:NON
TUTTO E' ANDATO BENE

IL SANTO DEI CAGLIARITANI FA FATICA A FARSI APPREZZARE NEL CONTINENTE E ALL'ESTERO

di Augusto Maccioni
(2-5-2017) Negli occhi e nel cuore ritornano i momenti della festa di S.Efisio,un 1^ maggio che a Cagliari ha una celebrazione particolare dove la tradizione,lo spettacolo,i colori ma soprattutto la fede hanno colorato la grande platea di Cagliari allargandola lungo la statale 195 che va da Giorgino a Capoterra,Sarroch,Villa S.Pietro e per finire a Nora(Pula).Un itinerario che non conosce soste,un viaggio lungo che in quattro giorni darà un senso glorioso ai fatti che il Santo ha realizzato a vantaggio della sua gente.La storia è sempre quella,come immutabile è il tragitto che si snoda con devozione e con attenzione da 361 anni.E' bello ritrovarsi attorno a S.Efisio,una ricorrenza che dura tutto l'anno ma che nei quattro giorni di maggio ha un significato particolare dove c'è l'esplosione di gioia ma anche l'attenzione verso un Santo che merita uno sguardo di devozione e di ringraziamento.Tanti,tantissimi i fedeli ma anche i turisti animati da questo scenario composto ma attivo dietro al carro del Santo.Eppure c'è ancora molto da fare.In questi ultimi anni l'attenzione dell'amministrazione comunale doveva essere più incisiva e la regia di una festa così importante per Cagliari e la Sardegna doveva essere più accurata anche nei particolari,dettagli che però si sono fatti notare come negli orari non rispettati e la sfilata dei costumi che potevano dare un contributo più importante magari facendo sfilare anche i sindaci dei comuni di appartenenza.Non c'era,o forse non è apparsa nel suo splendore, una continuità di emozioni e i colori dei costumi che sfilavano potevano dare un senso di bellezza con una attenzione maggiore nei dettagli.E' difficile mettere assieme vari segmenti di una festa ma è doveroso farlo quando si vuole rendere sempre più bella la ricorrenza di S.Efisio.Tutto deve filare alla perfezione e tutti devono dare il loro contributo per la riuscita della festa.Perchè ancora una volta S.Efisio,nonostante 361 anni,è una grande festa "paesana" che riguarda Cagliari,i Comuni che vi partecipano e la gente innamorata di una città.Fuori,nel Continente e all'estero non si è parlato di S.Efisio.Se questo è la premessa si deve dire subito che la grande festa cagliaritana non è andata bene,altri come il Palio di Siena fanno meglio con la differenza che S.Efisio si potrebbe esportare facilmente anche all'estero mentre il Palio interessa solo all'Italia.Però c'è da chiedersi perchè il Palio ha sfondato e S.Efisio no,e allora è necessario impegnarsi di più come favorire l'arrivo di giornalisti e fotoreporter del continente e dall'estero(l'amministrazione comunale ha concesso solo 50 accrediti)e invitare persone in vista per pubblicizzare nel mondo questa nostra perla.Ci aiuta e ci fa solo piacere,e per questo motivo siamo orgogliosi e gelosi allo stesso tempo,l'aspetto religioso e devozionale che ci piacerebbe non dividerlo con nessuno.E' un atto di fraterna amicizia verso un Santo che continua a dirci di andare avanti e che Lui è sempre vicino a noi,per aiutarci e poteggerci.

LA FRANCIA AL VOTO I FRANCESI REAGISCONO ALL'ATTACCO
TERRORISTICO A PARIGI

RAPPORTO RISERVATO DEGLI 007:
LE ELEZIONI POTREBBERO PORTARE DISORDINI IN DIVERSE CITTA'


di Augusto Maccioni
(22-4-2017) Sulle elezioni francesi si è già espresso il voto-minaccia jihadista.L'Europa punta molto sulla Francia per consolidare le basi di una strategia comunitaria che ultimamente fa acqua da tutte le parti ad iniziare dalla sicurezza ma anche dalla folla biblica degli emigrati che viaggiano su due tronconi,dalle zone balcaniche,bloccati per il momento,e dall'Africa con la situazione drammatica che vive l'Italia.Una cosa si sa:la Francia potrebbe scoppiare a causa dell'allarmante situazione terroristica.Le notizie sono dei servizi di intelligence francesi che mette in guardia l'intera popolazione chiamata ad esprimersi in un voto che è il più imprevedibile degli ultimi decenni.Sullo sfondo c'è il terrorismo ma il vero problema sono due condidati,il leader di estrema destra Marine Le Pen(foto dal web) e il suo omologo di estrema sinistra Jean-Luc-Mélenchon i quali,secondo gli ultimi sondaggi,potrebbero andare al ballottaggio il 7 maggio.La minaccia jihadista ha spinto,secondo i rapporti degli 007 francesi,gli elettori sui problemi della sicurezza e questa situazione si è fatta ancora prioritaria dopo che l'Isis ha ucciso un poliziotto sul viale degli Champs Elysée a Parigi.Il voto in Francia è assicurato dalla presenza di oltre 50 mila poliziotti e quasi 10 mila soldati i quali proteggeranno gli elettori che questa domenica 23 aprile andranno a votare per il primo turno.Voto all'ultima scheda tra i quattro più in vista come Le Pen,Melenchon ma anche Fillon e Macron.Un sondaggio pubblicato a Londra dice Le Pen e Macron a pari punti col 23% mentre Lelenchon e Fillon al di sotto del 19%.

COORDINAMENTO DIPLOMATICO PER SCONGIURARE LA GUERRA DI KIM
DOPO IL FLOP LA COREA
DEL NORD SFIDA TRUMP

"SARA' UNA GUERRA
NUCLEARE IMPROVVISA"


di Augusto Maccioni
(17-4-2017) Il flop di Kim Jong-un non era scontato e un pò tutti erano allertati per una possibile battaglia convenzionale,col rischio del nucleare,tra Washington e Pyongyang.Qualcosa è scattato tra il 14 e il 15 aprile perchè alla data della grande parata per celebrare la potenza del regime del giovane dittatore,il Presidente Eterno, le cose improvvisamente sono andate diversamente da come i nordcoreani si aspettavano.Si rischiava una sorta di 3^ guerra mondiale,anche se i principali attori non erano disponibili ad attivarla, ma forse si era deciso già da tempo che era meglio non perseguire un'azione militare che avrebbe creato più problemi senza risolvere nulla.Nell'aspra contesa tra Usa e Corea del Nord si sono inserite di prepotenza,ma in maniera silente,la Russia,la Cina ma anche l'inaspettata Giappone che hanno condiviso una sorta di concentrazione diplomatica,e non solo, per non arrivare a una guerra che i due contententi volevano far esplodere a tutti i costi.E in effetti stava per succedere perchè il lancio del missile balistico dalla città di Sinpo Kim lo ha lanciato per davvero,a valenza di potenza e sfida,ma gli interessi erano troppo alti per far scattare la scintilla asiatica.E' successo che hacker militari statunitensi,dicono gli 007 inglesi poi confermati dal Pentagono,si sono inseriti nei programmi nordcoreani inserendo impulsi criptati trasmessi ai meccanismi del missile che è così esploso subito dopo essersi levato dal terreno.E' una lettura che non trova conferma e non c'è neanche traccia della possibile partecipazione di hacker russi al flop nordcoreano con la collaborazione dei cinesi ma anche dei giapponesi che avevano già mappato il lancio e fornito numerose informazioni tecniche.Kim grida al complotto e fa spallucce.Il missile esploso subito dopo il lancio?Sono cose che succedono,dice il dittatore,ed è successo più volte anche in terra americana nei lanci della Nasa.Niente di cui preoccuparsi e Kim è pronto per il lancio di un nuovo missile,più potente.La prossima data utile potrebbe essere il 25 aprile,giorno della festa dell'esercito e questa volta,fanno sapere i vertici militari della Corea del Nord,non sono ammessi errori(hacker permettendo).Il mondo è nuovamente col fiato sospeso.

GLI STATI UNITI ATTACCANO LA SIRIA DI ASSAD,FINITO L'IDILLIO TRUMP-PUTIN
WASHINGTON:FAREMO DI PIU',ASSAD:RISPONDEREMO
"NAVE DA GUERRA RUSSA VERSO I DUE CACCIATORPEDINIERI AMERICANI"

di Augusto Maccioni
(7-4-2017) I 59 missili Tomahawk lanciati da due cacciatorpedinieri nel centro della Siria da dove è stato attaccato con armi chimiche la cittadina di Khan Sheikhoun è la rappresaglia americana per la morte di almeno 30 bambini o è il pretesto per mettere ordine in Siria e cacciare Assad?Una cosa è certa:da oggi in poi non ci sono più certezze e c'è la sensazione che si vuole ridisegnare le vaste aree di potere nel mondo,dove piccoli e bellicosi Stati sono destinati a sparire al grido di una supremazia superiore o nel tentativo di ricomporre una sorta di democrazia.La dottrina di Obama non c'è più e quello che non ha fatto l'ex presidente americano,che praticava le pratiche diplomatiche,è storia che non appartiene all'attuale inquilino della Casa Bianca che vuole una nuova vita,di potere e di supremazia,nella politica estera e nella strategia in un contesto mondiale.Non so fino a che punto l'azione del presidente Trump possa essere legittimata,perchè è una iniziativa unilaterale senza l'ok dell'Onu,anche se è chiaro che l'utilizzo di armi chimiche è una grave violazione a tutte le convenzioni sulla tutela e i diritti dell'uomo(ancora più grave se vengono colpiti i bambini).Questa azione di forza potrebbe far parte di una nuova strategia di Trump per riprendersi gli spazi lasciati liberi da Obama a vantaggio ora dei russi,ma anche dei cinesi per non parlare dei nordcoreani.Trump,lo ha detto chiaramente in campagna elettorale ma anche nei primi 100 giorni da presidente Usa,vuole fare grande gli Stati Uniti e puntare in modo particolare alla politica interna,c'è poi la lotta al terrorismo internazionale contro il quale ha individuato l'alleato Putin per sconfiggerlo.Questa iniziativa,però,rischia di creare un problema per Putin che sostiene Assad e la sua politica in Siria.Anche il dittatore siriano,a suo modo,combatte l'Isis e nel contempo distrugge le mire di quanti sono ostili al suo regime.Si dice che questa "trovata" di Trump possa far piacere allo Stato Islamico perchè crea un diversivo e mette contro due potenze,Stati Uniti e Russia,alleate contro un unico obiettivo.Trump però tira dritto e vuole essere il solo protagonista.Se gli Occidentali sono con lui bene(Gran Bretagna,Francia,Germania,Turchia ma anche Italia) altrimenti farà da solo.Trump sa perfettamente che la sua politica dal punto di vista del diritto internazionale è traballante.C'è da considerare anche aspetti di principi umanitari e di interessi politici.L'interventismo di Trump coglie l'aspetto dei repubblicani e democratici del Congresso che si schierano contro i crimini contro l'umanità(dichiarazione dell'Onu sui gravi fatti a seguito dell'esplosione chimico in Siria che ha ucciso almeno 30 bambini) e applicando principi progressisti e di tutela hanno attuato una risposta di guerra,perchè la morte di questi innocenti non hanno nazionalità e pertanto devono essere difesi e protetti.

A MILANO SI RICORDA L'ESPLOSIONE DI GIOIA PER LA VISITA DEL PAPA
LA LEZIONE DI FRANCESCO AL MONDO:METTERE AL CENTRO LE PERIFERIE E LA GENTE NORMALE

di Augusto Maccioni
(26-3-2017) Due avvenimenti nello stesso giorno con i media puntati su due città italiane che rappresentano,in questo momento,il meglio e il centro di tutto.Ci riferiamo al rinnovo dei Trattati d'Europa a Roma e la visita del Papa a Milano(
foto dal web il Papa nel carcere di San Vittore).Due avvenimenti trattati alla stessa maniera dai media,importanti e determinanti per il futuro dell'Europa,e per il messaggio di pace e di solidarietà del Papa nella città più europea d'Italia,quella più ricca del nostro Paese.A Roma c'erano i rappresentanti più importanti d'Europa,ma la scena di gioia e di entusiasmo era a Milano con Papa Bergoglio tra "gli ultimi",tra i giovani, in una situazione di grande portata che ha fatto lievitare chi non è dalla parte del cristianesimo ma ama il Pontefice,questo Papa,un "sacerdote" umile e in preghiera che ascolta,consiglia e benedice.Non la politica ma parole vere,concrete e tali nel tempo,esempi non ragionamenti di 27 rappresentanti europei che il giorno dopo si fanno la guerra tra di loro,ad esempio,per non far arrivare nei loro Paesi gli emigrati.E le parole,che hanno indubbiamente un peso,sono state diverse a Roma come a Milano.Nella Capitale si progettava il futuro burocratico dopo il fallimento delle poliche di questi ultimi anni,a Milano si stava insieme per dare un senso compiuto alla nostra vita.Papa Francesco ha parlato ad ognuno di noi,alle persone che non trovano lavoro,alle famiglie in difficoltà e ha messo come protagonisti le persone normali anzi quelle più "umili",quelle che spesso si sono stancati di chiedere e quelli che pensano che la società li abbia abbandonati.E il percorso che il Papa ha compiuto,toccando luoghi di sofferenza,disagio e di grande povertà,ha a che fare con le tappe che esistono e che meritano attenzione.Come non ricordare le pagine del Vangelo e percorrere le visite che faceva Gesù anche ai suoi nemici.Ecco perchè c'è stata la folla per il Papa perchè lui,il Pontefice,è dalla nostra parte,un amico,un confidente.Un Padre fedele che ci aiuta anche quando non lo meritiamo e gli andiamo contro.

A ROMA I 60 ANNI DELLA UE
NUOVO SLANCIO PER
UN'EUROPA FORTE E UNITA

STOP ALLE DUE VELOCITA',PIU' RISPETTO PER I "CITTADINI"

di Augusto Maccioni
(25-3-2017) Si torna a Roma per celebrare il 60° anniversario della nascita dell'Europa unita(foto dal web folla a Londra contro la Brexit).I leader europei hanno scelto il nostro Paese e la stessa stanza del Palazzo dei Conservatori in Campidoglio nella Capitale dìItalia,dove il Trattato costitutivo è stato firmato nel 1957.Molti discorsi e molti fatti da ricordare.Non c'era il rappresentante del Regno Unito,ma la mancanza non si è fatta sentire.I 27 capi di stato e primi ministri hanno firmato una dichiarazione solenne che ricorda la chiusura dei festeggiamenti dei primi 50 anni.Ed è uno slogan per i prossimi 40 anni:"L'Europa è il nostro futuro comune". Una festa con troppe cose che non funzionano in questo decennio di crisi,come quella dei rifugiati,ma anche della stessa moneta unica,l'euro,troppe le distanze da nord a sud,troppe incomprensioni e poca unità.I leader ci credono e le parole puntano a dare una nuova forma all'Europa,più unita e più concreta ma anche più vicina ai popoli.Il premier italiano Paolo Gentiloni è entrato subito nel vivo delle questioni urgenti mentre Donald Tusk,presidente del Consiglio Europeo ha detto che in Europa si sente di più il rischio su diverse questioni come la migrazione,il terrorismo,l'economia mentre avanzano i partiti populisti in Europa.Nessun riferimento alla Brexit.E' stato approvato una dichiarazione che vuole un'Europa più sicura con "frontiere esterne protette" una "politica di immigrazione efficace" mentre la Merkel ha puntato in modo particolare alla "lotta contro la disoccupazione giovanile".E a chi vuole un'Europa a due velocità ha risposto il polacco Tusk " è meglio andare avanti tutti insieme" invece che dar credito alla proposta tedesca-francese.L'italiano Antonio Tajani,presidente del Parlamento europeo vuole più slancio ed è "preoccupato per la crescente disaffezione.Servono cambiamenti profondi per dare risposte a chi non trova lavoro e a chi si sente minacciato dal terrorismo.Serve un'Europa concreta,dei fatti".Mentre il Capo dello Stato italiano Sergio Mattarella ha riproposto temi più urgenti:"Serve dare risposte ferme. Occorre una mobilitazione incisiva. L’Unione europea deve adottare un comune impegno per la pace e per riaffermare il valore della vita».Fin qui i buoni propositi e le dichiarazioni ufficiali,una sintesi di buona volontà e di impegno che i rappresentanti europei hanno consegnato al futuro per il consolidamento della pace e per lo sviluppo dei popoli.C'è un particolare che non è stato indicato,nessuno si è soffermato e tutti hanno cercato di non parlarne.Ed è l'impegno verso i cittadini,siano quelli italiani,che greci,ma anche spagnoli.Perchè in questa Europa non ci sentiamo cittadini europei perchè la stessa Europa è distratta e non ha capito che senza i cittadini,gli "europei",non si può fare veramente l'Europa.Non essere dalla parte dei popoli,dei cittadini e delle minoranze è come sconfiggere la stessa idea di unità.E' giusto che ci siano regole,che ci sia rigore dei conti ma è anche giusto,anzi doveroso,che ci sia una politica per i giovani,uno sguardo che punti al sociale,alle migrazioni ma anche alla sicurezza e contro le criminalità e il terrorismo.

IL CONSIGLIO D'EUROPA
BACCHETTA L'ITALIA

"MENO CLAUSOLE UMANITARIE
E PIU' ESPULSIONI E RIMPATRI"


di Augusto Maccioni
(8-3-2017) I continui sbarchi di immigrati è un affare bollente e potrebbe essere esplosivo in Italia se non si trovano soluzioni.Il Consiglio d'Europa ne ha una:aumentare espulsioni e rimpatri.Ed è forse quello che non si sta facendo perchè è più facile,sicuramente dal punto di vista umanitario,andarli a prendere in prossimità delle coste libiche.Se l'Italia non fa quello che altre nazioni fanno,dice l'Europa,"incoraggia i flussi di immigrati economici dal nord Africa".Il nodo da sciogliere non è di facile soluzioni,non perchè non si hanno i mezzi per rispedirli in Africa,ma perchè è difficile mettere in pratica questa soluzione.C'è sempre il problema della burocrazia,la mancanza di generalità dei migranti quasi sempre sprovvisti di documenti,le difficoltà di riprendere in carico i migranti da parte dei paesi di origine.C'è poi l'Europa che non aiuta,anzi fa di tutto per ostacolare soluzioni e quando lo fa "spara" sul mucchio disorientando i Paesi membri e i loro governi.Diversi paesi,poi, questo problema l'hanno risolto chiudendo le frontiere e alzando muri,altri,come ad esempio la Turchia si è preso l'onere,con un compenso di oltre 10 miliardi di euro,di bloccare il flusso di migranti e non farli "passare" per la Grecia e quindi verso la Germania e il Regno Unito.L'Europa fa di tutto per quel versante,perchè interessa in modo particolare alla Germania,e fa poco,ad esempio,per l'Italia che consegna solo 200 milioni alla Libia per occuparsi dei migranti e non farli attraversare il Mediterraneo.E siccome non vuole sborsare più milioni di euro,l'Europa chiede all'Italia più espulsioni e rimpatri.Ma ci sono problemi e difficoltà.L'unico modo è aiutare i migranti nei loro paesi d'origine,ma nessuno fa il primo passo.Lo farebbe l'Italia,ma con quali soldi?


PRIMO DISCORSO DI TRUMP AL CONGRESSO:"STRETTA SUGLI IMMIGRATI,TAGLIO EPOCALE DELLE TASSE"
LE SUFFRAGETTE IN BIANCO
CONTRO IL PRESIDENTE

"VUOLE INVERTIRE IL
PROGRESSO DELLE DONNE"


di Augusto Maccioni
(1-3-2017) Primo discorso di Trump davanti al Congresso e primo dietrofront del presidente almeno nei toni e forse nei contenuti.L'appello è sempre lo stesso:fare grande l'America rinnovando lo spirito americano.La sua rivoluzione,già nota e contenuta nel programma della sua campagna elettorale,è sempre la stessa.Ha usato parole di apertura per la riforma dell'immigrazione cercando di ammorbidire lo sbarramento dei democrati,e anche dei repubblicani,ribadendo il suo sforzo in politica estera per sconfiggere l'Isis e in generale il terrorismo radicale.Trump ha ribadito l'intenzione di aumentare le spese militari,almeno fino a 54 miliardi di dollari,di costruire il muro col Messico e ha fatto nuove aperture verso l'immigrazione risparmiando chi già possiede un visto.E' tempo,ha detto il presidente,che gli americani imparino a pensare in grande perchè è ancora possibile il "sogno americano" e a questo proposito ha elencato le cose da fare come ad esempio quello di riportare l'America nell'esplorazione di mondi lontani.Sul piano della politica interna Trump è stato preciso:eliminare la riforma sanitaria di Obama,un piano di un trilione di dollari per le infrastrutture,aumento dei posti di lavoro per i soli americani,tagliare le tasse.Un Congresso ordinato ma anche variopinto,come ad esempio un gruppo di 66 donne vestite di bianco che si distinguevano per rivendicare i diritti delle donne "calpestate" con l'elezione di Trump.Lois Frankel,presidente del gruppo di lavoro delle donne democratiche,ha detto che la decisione delle "suffragette in bianco" è stato deciso per opporsi ai tentativi del presidente e dei repubblicani di invertire il progresso delle donne.E Nancy Pelosi,leader della minoranza democratica alla Camera dei Rappresentanti,ha detto che le democratiche vestite in bianco sostengono il diritto delle donne che non devono essere sopraffatte in nessun modo.

UNA SCHIARITA NEL PARTITO
CAOS-DEMOCRATICO
DOPO LO SFOGO DI DELRIO,RENZI APRE AL DIALOGO.EMILIANO:"IL SEGRETARIO MI HA CHIAMATO"

di Augusto Maccioni
(17-2-2017) Dopo l'appello di Bersani quasi implorando a Renzi di fermarsi prima della catastrofe-scissione del partito,arrivano segnali di disgelo tra la maggioranza che fa capo a Renzi e la minoranza.Sembrerebbe che ci sia una rivitazione delle posizioni soprattutto quelle bunker del segretario ed ex premier,ma non ci sono ancora le parole giuste per chiudere una questione che potrebbe rischiare grosso per il partito ma anche per le sorti del Pd in vista delle elezioni.Il punto è che si deve decidere se andare alle elezioni col Pd spaccato o andarci unito e in grado di combattere contro formazioni più determinate a vincere.Renzi sta cercando di metterci una pezza ma vuole sempre vincere a suo modo,con arroganza ma questa volta la minoranza è più decisa di lui e non gli lascia molto spazio.Vero è che Renzi ha dalla sua la maggioranza nel partito quindi potrebbe uscirne comunque vincitore ma sarà una vittoria dimezzata se mostrerà i muscoli e non tratterà con i vari D'Alema,Bersani o Emiliano.E' una partita rischiosa di posizione ma in questo caso chi vuole vincere ad ogni costo non è detto che poi vinca alle elezioni perchè si troverà con un Pd a pezzi o con altre formazioni che verranno fuori dopo la scissione.Renzi ha detto a chiare lettere sul Corriere della Sera che non "caccia nessuno" e fa appello a tutti di non abbandonare il partito.Disgelo?Neanche per sogno.Significativo il "fuori onda" di Delrio che contestava all'ex premier di non fare nulla per evitare la rottura,una frattura "come la rottura della diga in California, c’è una crepa, e l’acqua dopo non la governi più". Frasi che hanno inciso profondamente tanto che lo stesso Renzi ha iniziato a darsi da fare per ricomporre la frattura:ha telefonato a Michele Emiliano,governatore della Puglia ed esponente della sinistra interna al Pd,e forse è iniziata la strada per ragionare con serenità sul partito.La strada sembra spianata,bisogna vedere adesso le mosse di Matteo Renzi.

"SITUAZIONE INCONTROLLABILE",
PARTE LA SCISSIONE NEL PD

LA SVOLTA DI RENZI:DIMISSIONE
E IPOTESI ORFINI COME SEGRETARIO AD INTERIM


di Augusto Maccioni
(
16-2-2017) La notizia potrebbe creare problemi se non al Pd sicuramente a Matteo Renzi perchè il padre,Tiziano,è iscritto sul registro degli indagati della Procura di Roma per il reato di traffico di influenze illecite per l'inchiesta sugli appalti Consip(Acquisti per la pubblica amministrazione).La posizione di Tiziano Renzi è diventato rilevante dopo l'inchiesta sulle indagini con Carlo Russo,settore farmaceutico,e Alfredo Romeo sotto inchiesta a Napoli.Il padre di Renzi si difende:"La mia condotta è sempre stata trasparente".Sullo scontro nel partito democratico c'è l'ultimo appello di Bersani a Renzi:"Matteo fermati,sei ancora in tempo,non stravolgere il Pd".
(
15-2-2017) Forse c'è uno spiraglio nella turbolenta vicenda interna del Pd,dove si fronteggiano diverse componenti sia per dare un segnale forte al partito ma anche per restituire credibilità e sostegno alla maggioranza che governa il Paese(foto dal web Orfini e l'ex premier Renzi).Matteo Renzi,nella sua relazione di qualche giorno fa all'assemblea,ha rimarcato i successi della sua gestione governativa e ha posto i pilastri per migliorare l'economia e l'occupazione del Paese frasi e prospettive che non sono piaciute alla minoranza del Pd che ha ritenuto di dover voltare pagina in una situazione globale e interna dove le priorità sono altre e tutte di primissimo piano.Molto critico è stato Bersani che ha chiesto di aggiornare anzi di rivedere in toto i programmi del Pd che governa il Paese soprattutto alla luce delle sfide imposte dalla globalizzazione ma anche dalle nuove idee rivoluzionarie che provengono dal nuovo presidente degli Stati Uniti.C'è bisogno di una svolta precisa e immediata,altrimenti si perdono troppi treni,ha detto Bersani,e questo a vantaggio di altre formazioni politiche.Fuori dal coro è forte la tendenza di fare fuori quello che è stato del passato,portare un nuovo progetto politico che unisca tutti per andare più forti alle prossime elezioni.Si punta molto alla assemblea dei delegati già da domenica in vista del Congresso.Il problema,ha detto Bersani,"è se siamo in grado di portare avanti il Pd o siamo fermi al PdR(partito di Renzi)".C'è sempre il rischio di una concreta scissione da parte della minoranza interna che,dice ancora Bersani,"è già avvenuta".L'ipotesi di un Congresso a giugno è la strada percorribile,anche se non tutti sono d'accordo.C'è la volontà di andare avanti ma senza scissione ma cercando di recuperare una parte del popolo Pd.C'è molto da fare perchè Renzi non molla,l'ex premier ha ancora la maggioranza del partito,ma il rischio è sempre dietro l'angolo.E' necessario che lo stesso Renzi faccia un passo indietro con le sue dimissioni,poi c'è da rivedere molte cose come la proposta di 60 deputati Pd che hanno sottoscritto un ordine del giorno che impegna il partito a cambiare la legge elettorale residuata dalla sentenza della Consulta (ciò che resta dell’Italicum) che ancora consente ai segretari dei partiti di nominare 100 capilista bloccati(non hanno firmato Bersani,Cuperlo e Speranza).Forse sarà Matteo Orfini,attuale presidente del Pd,il segretario ad interim designato per il periodo tra le dimissioni di Renzi,che dovrebbero essere presentate domenica all'Assemblea,e il Congresso che si celebrerà tra giugno e settembre prima comunque delle nuove elezioni politiche.

UN MILIONE E MEZZO DI PERSONE NON
VOGLIONO LA VISITA DI TRUMP NEL REGNO UNITO
IL PRESIDENTE E LO STOP,
IN GIOCO I VALORI AMERICANI

ONU:"IL DIVIETO E'
MESCHINO E ILLEGALE"


di Augusto Maccioni
(30-1-2017) C'è da chiedersi se quello che sta avvenendo in America è quella immaginata da sempre,quella costruita sulla democrazia e sulla libertà.Trump ha vinto le elezioni e sta attuando quello che ha sempre detto,ha sempre scritto e ha sempre urlato.E' stato premiato per questo e l'America adesso si trova a essere spaccata in due,lacerata in maniera impressionante e vive turbolenze e rabbia che si notano in ogni piazza degli Usa e non solo.Gli intellettuali insorgono,anche l'Onu è contro i veti imposti da Trump considerandoli "meschini e illegali",la popolazione non capisce e nessuno comprende una situazione che potrebbe avere una piega diversa che potrebbe alimentare disagio e rivoluzioni(che sono sempre pericolose).Nel Regno Unito,poi,si vuole annullare la visita ufficiale di Trump concordato col primo ministro britannico Theresa May nel corso del suo viaggio in Usa.C'è una petizione pubblica che è arrivato a oltre un milione di "no" perchè l'arrivo del presidente americano potrebbe mettere "in difficoltà la Regina Elisabetta II".L'America di Trump però non è l'America di ieri,di oggi e di domani.Lo stop imposto dal presidente sugli immigrati di sette paesi islamici può essere un modo per vederci chiaro,in tre o quattro mesi,su una situazione esplosiva(Trump dice che non vuole che l'America diventi come l'Europa) e vuole rivedere la situazione azzerando tutta la materia che è stata incontrollata da sempre,senza regole e senza nessun criterio(secondo lui).Nulla toglie però che sia una visione che il presidente attua senza comprendere che d'ora in poi ci troveremo di fronte un'America brutale,regressiva,senza speranza.E' come una vasta distesa di desolazione e oscurità che le persone americane non vogliono rispettare e nella quale non voglono vivere.E non sono disposti a cedere.Le proteste di oggi potrebbero essere ancora più violente fino a quando Trump riveda le sue decisioni che fanno paura e regrediscono il Paese.Gli americani sono disperati e non vogliono più soffrire in silenzio.Stanno raccogliendo insoddisfazione,paure e vogliono passare all'attacco.Sanno che Trump alla lunga cederà di fronte all'indignazione delle popolazioni ma anche dell'opposizione sempre più organizzati.Vietare l'ingresso della gente di sette nazioni a maggioranza musulmana negli Stati Uniti è assurdo e incostituzionale ed è un fatto grave anche per la sicurezza nazionale.


AZIENDE USA AL TOP
DOPO LA CURA TRUMP

SCOSSONE NELLA MAPPA GEO-ECONOMICA DEL MONDO
VENERDI ARRIVA LA MAY,
PRIMO PARTNER PER L'AMERICA


di Augusto Maccioni
(25-1-2017) Lo aveva detto in campagna elettorale,lo ha ripetuto al giuramento del 20 gennaio.Donald Trump(
foto dal web) tira e sta iniziando a portare avanti un altro miracolo americano."Al primo posto l'America",aveva detto il nuovo presidente degli Stati Uniti e i dati a cinque giorni dal suo insediamento gli stanno dando ragione.Sarà un effetto psicologico,la voglia di stupire e l'impegno di fare meglio degli altri presidenti che lo hanno preceduto.Sta di fatto che il Dow Jones,l'indice principale della Borsa di New York, ha superato quota 20 mila punti ed è la prima volta che succede.In pratica,dicono gli analisti,il Dj ha guadagnato lo 0,61% e a ruota hanno fatto meglio anche il Nasdaq,l'indice tecnologico,che sale dello 0,86% superando i 5.600 punti,e l'indice S&P 500 che avanza dello 0,46% con oltre 2200 punti.Trump va avanti per tonificare l'economia americana e aumentare i posti di lavoro nelle fabbriche americane.Queste buone notizie arrivano anche dopo aver incontrato i più importanti amministratori delegati delle case automobilistici,c'era anche l'italiano Sergio Marchionne che guida la Fiat Chrysler Automobiles N.V,ai quali ha detto,tra l'altro,che è sua intenzione ridurre l'aliquota dell'imposta sulle società superiore del 35% a 15 o 20 per cento.Ha detto di più perchè per agevolare l'impresa e l'aumento di posti di lavoro è determinato a ridurre i regolamenti federali che comportano tempo dispendioso e molto denaro.Tutto quindi a vantaggio delle società a patto,però,che investano negli Stati Uniti,producano negli Usa creando tanti posti di lavoro.Il primo dei provvedimenti esecutivi dell'era Trump,un vero e proprio scossone nella mappa geo-economica del mondo,è stato l'immediato ritiro del TPP(Trans Pacific Partnership)un trattato commerciale voluto da Obama e firmato da dodici Stati compresi Usa,Messico,Australia e Giappone.Trump con questa decisione vuole proteggere i confini degli Stati Uniti dal saccheggio degli altri Paesi che fanno lo stesso prodotto "rubando le nostre aziende e distruggendo posti di lavoro" sostenendo che il TPP avrebbe penalizzato l'economia americana.Trump conta di rimpiazzare quell'accordo con trattati con le singole nazioni come ad esempio il Canada e il Messico.Venerdi arriva negli Usa il primo ministro britannico Theresa May,che si prepara a lasciare l'Unione europea dopo il Brexit e conseguentemente avrà libertà di decisione negli affari commerciali.Col sistema "libero ed equo" il primo ministro britannico potrebbe essere il primo partner a livello economico per Trump anche se non tutto è scontato nello scacchiere internazionale.Per il momento i punti a favore di Trump sono molti e riguardano l'immediatezza ma timori e rischi potrebbero rivelarsi col tempo,in fase di assestamento e nel respiro di lunga durata.

SANZIONI USA ALLA RUSSIA,
PUTIN NON REPLICA

NELLA NUOVA AGENDA POLITICA C'E' LA RUSSIZZAZIONE DEL MONDO

di Augusto Maccioni
(30-12-2016) I Servizi Segreti degli Stati Uniti hanno confermato l'influenza dei russi alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti,una pressione più volte segnalata dal candidato democratico Hillary Clinton e negato invece da Trump che ha poi vinto le elezioni americane l'8 novembre scorso.La decisione del presidente Obama è l'indignazione,forse tardiva,di una situazione che pone gli Stati Uniti nella stessa orbita russa,con un intreccio politico-economico e strategico pericoloso per gli equilibri a livello mondiale.L'annuncio di Obama non ha destato sorpresa comunicando una sanzione dura contro la Russia mandando a casa 35 diplomatici russi,mentre Putin non ha battuto ciglio e non ha reagito al "ruggito" del presidente che dovrà lasciare il suo posto il prossimo 20 gennaio 2017. La situazione è al tempo stesso pericolosa ma potrebbe stemperarsi nel giro di un paio di settimane,sicuramente con l'investitura di Trump alla presidenza americana quando tutto cambierà soprattutto a livello dei rapporti tra Stati Uniti e Russia.Dopo la decisione di Obama ci si aspettava la reazione di Putin che non c'è stata e forse non ci sarà.L'ambasciatore russo a Londra non si scompone:"E' un déjà vu della guerra fredda", e il portavoce di Putin fa sapere che l'atteggiamento e la decisione di Obama è "illegale secondo il diritto internazionale".E' comunque un precedente che non può essere sottovalutato il fatto,appunto,che un presidente americano venga eletto grazie all'intervento di un'altra potenza,quella russa che per molti versi non ha lo stesso orientamento politico-strategico con una visione decisamente opposta.Eppure la situazione tragica e drammatica non trova l'attenzione giusta e anzi tutto è messa in una condizione di attesa.Tutto è rimandato in attesa delle decisioni vere che potrebbero essere prese dal nuovo presidente americano,un Trump che non è d'accordo con Obama e che quindi le sue sanzioni andranno a scadere per una nuova politica con Putin.Trump è pronto a "perdonare" molte cose all'amico Putin che ha iniziato,col Medio Oriente,a russizzare il mondo.

BUON NATALE
AI NOSTRI LETTORI


di Augusto Maccioni
(24-12-2016) E' Natale nei nostri cuori e nelle nostre passioni ma è anche gioia e felicità per l'anno nuovo che viene,un 2017 che si spera,come è logico aspettarsi,sia migliore e si esprima portando alto la nostra identità e le nostre tradizioni,ma anche la nostra cultura e le nostre più nobili espressioni di libertà e democrazia.Giorni di festa per tutti,senza guerre e senza terrorismo anche se è sempre difficile aspettarsi quella "normalità" che si auspica sempre e che purtroppo avviene a piccole dosi e non in maniera completa.E' l'augurio sincero e profondo che si vuole fare per questo Santo Natale e per le festività natalizie ma anche per l'inizio del nuovo anno.I fatti tragici di Berlino,purtroppo,ci riportano a una realtà triste e di paura.Quel terrorista dell'Isis è stato ucciso in Italia da due poliziotti che sono stati definiti eroi perchè chi salva la democrazia e evita altre stragi è a tutti gli effetti un eroe e merita la nostra attenzione e il nostro affetto più profondo.Quei fatti ci dicono anche che è in pericolo la nostra sicurezza,la nostra libertà e la nostra democrazia.E' giusto reagire ma è anche doveroso reprimere e impegnarsi perchè fatti di questo genere non accadano.Bisogna essere disposti alla pace e al perdono,farsi umili e porgere l'altra guancia.E' quello che ci insegna quel Bambino che nasce nella notte di Natale,che molti non vogliono e che non capiscono.Lui non ha fatto nessuna guerra e non si è messo contro nessuno.E' stato crocifisso perchè non lo abbiamo amato a sufficienza ma ci vuole bene,ci continua ad amare e ogni giorno ci da un'altra possibilità.Sia questo Santo Natale una felicità inesauribile con la gioia e la speranza nei giorni che verranno.Un doveroso e sincero grazie ai nostri lettori che ci seguono e un augurio di cuore a tutti voi da parte della redazione e dei collaboratori.

CELEBRATI A CAGLIARI
I FUNERALI DI FRA LORENZO

SARDI E TANTISSIMI CAGLIARITANI HANNO ACCOMPAGNATO IL CAPPUCCINO EREDE SPIRITUALE DI NICOLA E NAZARENO

di Augusto Maccioni
(20-12-2016) Proprio oggi,20 dicembre 2016, avrebbe compiuto 97 anni e invece c'è tristezza e composta commozione per l'ultimo saluto a fra Lorenzo,al secolo Benvenuto Pinna originario di Sardara,nella Basilica di Bonaria a Cagliari.Fedeli arrivati da tutta la Sardegna,cagliaritani in prima fila,hanno assistito alla messa funebre di un frate esemplare,conosciutissimo e grande amico di quanti lo hanno incontrato e hanno imparato ad apprezzarlo per le sue doti di umiltà e di grande umanità.C'era tanta gente nella basilica,gremita in ogni spazio,e nell'aria si sentivano i profumi che il frate amava,emanati dai rami di arbusti poggiati per terra,vicino alla bara,provenitenti dal monte Arcuentu dove fra Lorenzo amava appartarsi per momenti di preghiera e di raccoglimento.Padre Giovanni Atzori,Ministro provinciale dei Cappuccini,e l'Arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio hanno ricordato fra Lorenzo,da quando giovanissimo entrò in Convento fino ai giorni nostri.Ed è stato un tracciato di un profilo umano e spirituale che ha commosso e che ha lasciato qualche lacrima tra i presenti.La pioggia battente non ha impedito a tanta gente di sostare ancora una volta davanti alla bara di fra Lorenzo che,portata in spalla dai cappuccini,si è avviata nel cimitero monumentale dove la salma è stata tumulata.

L'ABBRACCIO DELLA
SARDEGNA A FRA LORENZO

DALL'APOTEOSI DI FEDELI PER FRA NICOLA E FRA NAZARENO ALL'ULTIMO SALUTO DEI CAGLIARITANI AL SUO "SANTO"

di Augusto Maccioni
(19-12-2016) Cagliari si prepara a rendere l'ultimo omaggio a Fra Lorenzo.Nella Basilica di Bonaria a partire dalle ore 10 ci sarà l'ultimo saluto al frate che per 80 anni è stato l'amico fraterno e il confidente dei sardi e di quanti si sono avvicinati a lui con grande devozione per risolvere problemi piccoli e grandi,ma anche suggerimenti e parole buone.A tutti il frate ha dispensato consigli e sorrisi,parlando col cuore e con la forza di grandi santi come padre Pio ma anche dei frati più amati dai cagliaritani come il beato fra Nicola e fra Nazareno.Il percorso che la salma di fra Lorenzo effettuerà avrà come teatro ancora una volta il grande palcoscenico del colle di Buoncammino dove una fiumana di gente si stringerà attorno a lui ripercorrendo nel tempo altri appuntamenti affollati del 10 giugno 1958 con fra Nicola da Gesturi e il 29 febbraio del 1992 per fra Nazareno da Pula.Dal Santuario di Sant'Ignazio il lungo,silenzioso abbraccio della Sardegna.Tra le vie della città e fino alla Basilica di Bonaria, Cagliari in testa si stringe accanto al suo "santo".Fra Lorenzo lo vogliamo abbracciarlo ancora una volta così(foto di Augusto Maccioni),accanto al suo presepe che curava personalmente da 60 anni.Il suo sorriso ci colpisce e ci guarisce e il suo silenzio parla di amore e felicità.

RENZI SI E' DIMESSO,
APERTA LA CRISI

CONSULTAZIONI,MATTARELLA PUNTA SU FRANCESCHINI PER UN GOVERNO DI FINE LEGISLATURA

di Augusto Maccioni
(7-12-2016) Si chiude l'era Renzi?Dagli atti compiuti nella giornata del 7 dicembre sembrerebbe proprio di si,ma la situazione è troppo confusa e priva di certezze che è difficile immaginare una strada privilegiata per mettersi alle spalle paure e panico.Renzi si è dimesso ufficialmente e il Capo dello Stato ha preso atto di questa decisione e avvierà già nella giornata dell'Immacolata le Consultazioni che saranno brevissime per consentire subito il ritorno alla normalità politica.Arrivato al Quirinale alle 19 l'incontro con Mattarella è durato una quarantina di minuti.Renzi è apparso sereno e ha tutta l'aria di non farsi da parte ma questo è un capitolo che affronterà quasi subito sempre da segretario del Pd.E non vuole neanche abbandonare il suo progetto politico che sarà sempre presente e sarà sempre aggiornato in attesa di rientrare alla grande.Per il momento lascia la palla ad altri.Si è dimesso e spetterà adesso a Mattarella fare le sue valutazioni.Ci sono diverse ipotesi.Scartate quella del Presidente Grasso e quella "fotocopia" con guida Renzi cambiando linea politica e priorità,rimane quella "autorevole" di Franceschini,chiamato anche governo della Balena Bianca.
(8-12-2016)
E' iniziata la tre giorni di Mattarella a caccia di un premier e di un governo che molto probabilmente durerà fino alla legislatura del 2018.La crisi si è aperta ufficialmente con le dimissioni di Renzi,dopo la bocciatura del SI al Referendum,e già nella giornata dell'Immacolata il Capo dello Stato ha visto le alte cariche dello Stato col faccia a faccia con Grasso,Boldrini e con l'ex presidente Napolitano.Indicazioni precise già da sabato quando Mattarella incontrerà Forza Italia e il Pd.Atteso l'incontro con Silvio Berlusconi,che farà parte della delegazione azzurra,che rinnoverà il suggerimento di non andare subito alle elezioni anticipate in attesa della legge elettorale ma anche alla bocciatura di un Renzi bis.L'appoggio del leader di Forza Italia vale,però,l'accordo verso il proporzionale un sistema che consentirebbe al leader azzurro di stare con Salvini e altre forze della destra che dovrebbero combattere le forze grilline per la prossima legislatura.Si lavora sodo e non si sente la mancanza di Renzi.Forse già da sabato l'incarico a Franceschini,in lista ci sono anche Gentiloni e Delrio.


DOPO IL FLOP DEL REFERENDUM SPAZIO A UN GOVERNO DI RESPONSABILITA'
CONSULTAZIONI DA GIOVEDI:C'E' RENZI,MA ANCHE FRANCESCHINI
BERLUSCONI E BERSANI NON HANNO FRETTA,GRILLO:"SUBITO AL VOTO"

di Augusto Maccioni
(6-12-2016) Dopo Renzi c'è Renzi.E' quello che quasi sicuramente succederà non perchè lo vuole l'attuale premier dimissionario ma perchè "è cosa buona e giusta" soprattutto per la credibilità e la forza italiana a livello internazionale.E' questa la scelta del Capo dello Stato che non intende compiere un passo falso in una situazione che potrebbe diventare subito incandescente ed esplosiva.Tutto comunque è rimandato,prima c'è da approvare la manovra di bilancio(oggi c'è la fiducia e l'approvazione) poi Renzi andrà da Mattarella che ha già disdetto impegni e visite per mettere a fuoco e risolvere al più presto questa crisi che non dovrebbe durare a lungo,anzi si cercherà di renderla più breve possibile.Il flop del Referendum confermativo della Riforma costituzionale ha creato molte aspettative nei partiti soprattutto nel centrodestra ma anche nel M5S.Si sono aperti quindi i giochi politici nelle varie segreterie ma il Capo dello Stato non vuole dare molto credito a voli pindarici anche se diversi quotidiani stanno approntando i sondaggi delle prossime elezioni politiche dai quali risulta Grillo il primo partito seguito,con distacco,dal Pd.Mattarella ha un suo piano e non intende dare nessuna mossa vincente ai partiti avendo a cuore stabilità,interessi e situazioni in essere.C'è molto da fare,molto ancora da realizzare ed è per questo che già da giovedi si aprirano le procedure istituzionali in capo al Quirinale,consultazioni per ricercare soluzioni parlamentare come previsto dalla Costituzione.Se il M5S è pronto al voto,così pure Lega e Fratelli d'Italia,Berlusconi,invece,non ha fretta anche perchè per lui il tempo è più importante per riorganizzare le fila di Forza Italia,bloccare Salvini per la leadership della coalizione,ma anche cercare in qualche modo di arrestare l'avanzata dei grillini.Per Bersani,invece,si potrebbe andare al voto nel 2018.Tutti comunque sarebbero d'accordo nell'approntare un governo di responsabilità nazionale,con la responsabilità dei partiti tranne quelle della Lega e del M5S, altrimenti c'è la certezza delle elezioni.E' un modo come un altro per arrivare a febbraio/marzo quando si capirà come sarà la campagna elettorale dopo le decisioni della Consulta fissata per il 24 gennaio sui punti cruciali dell'Italicum(attribuzione dei seggi,premio di maggioranza e ballottaggio).Una cosa comunque è certa:Renzi non andrà per 6 mesi in America e continuerà a fare il segretario del partito perchè è sua intenzione "di gestire il dopo referendum" e non vuole farsi cuocere a fuoco lento dai suoi avversari,poi non vuole disperdere quel patrimonio di voti,perchè quel 40% di consensi è un buon capitale da cui ripartire.


MATTARELLA HA DECISO:
RENZI RESTA PREMIER

L'EUROGRUPPO HA
FIDUCIA NELL'ITALIA

M5S,LEGA E FRATELLI D'ITALIA CHIEDONO NUOVE ELEZIONI

di Augusto Maccioni
(5-12-2016) Sei mesi dopo la Brexit ci potrebbe essere una nuova battuta d'arresto per l'Europa grazie al massiccio stop alle Riforme degli italiani che si sono espressi domenica scorsa per un chiaro e perentorio NO in controtendenza alle richieste del premier Matteo Renzi.Archiviata la pratica Austria,che poteva diventare un altro incubo per l'Europa,è l'Italia a iniziare a dare la spallata contro l'Europa anche se ci sono motivi seri e responsabili per non intraprendere una strada scivolosa,pericolosa e dagli esiti imprevedibili.La bocciatura degli italiani al nuovo progetto politico di Renzi ha tutta l'aria di essere un affare totalmente italiano e entro i suoi confini si dovrà trovare il modo più saggio per evitare rischi e confusione al buio.Per questo motivo,dopo l'annuncio scontato delle dimissioni del premier a un'ora dalla chiusura dei seggi a seguito della valanga di NO al referendum confermativo che ha bloccato la riforma costituzionale del governo,il presidente Mattarella ha richiamato Renzi alle sue responsabilità e gli ha chiesto di congelare le sue dimissioni per consentire l'approvazione della legge di bilancio.Una situazione normale che potrebbe diventare incandescente tra due settimane quando il capo dello stato deciderà il da farsi escludendo lo scioglimento delle camere e nuove elezioni.Per il M5S si è maturi per un rapido ritorno alle urne applicando l'Italicum per l'elezione della Camera e anche per il Senato seppure su base regionale.Anche Lega e Fratelli d'Italia chiedono un ritorno immediato alle urne mentre Berlusconi,leader di Forza Italia,chiede che sia il Pd a "dare vita ad un nuovo governo con il compito di mettere in sicurezza i conti pubblici e l'approvazione della legge di bilancio".L'Italia non arriverà a rompere gli accordi con l'Europa anche se ci potrebbero essere le condizioni di una Italexit nel caso si andasse alle urne e il M5S risultasse vincitore su tutti i fronti.E questo fatto potrebbe essere l'antipasto in vista di altre tre elezioni cruciali che si svolgeranno nel 2017 in Olanda,Francia e Germania dove l'estrema destra potrebbe demolire il sogno europeo.Dietro l'angolo c'è sempre la crisi greca e anche Portogallo non è affatto fuori pericolo per non parlare della Spagna sempre vulnerabile.Il "no" italiano ha fatto molto rumore a Bruxelles ma i Commissari hanno fiducia che la questione politica ed economica del Paese si ricomponi soprattutto per non alimentare una deriva che potrebbe compromettere le sorti dell'Europa.


REFERENDUM,ATTO FINALE
48 MILIONI DI
ITALIANI AL VOTO


di Augusto Maccioni
(3-12-2016) Referendum,atto finale:è il "voto" che gli italiani daranno ai partiti,al Pd ma in modo particolare a Renzi e al suo governo un pò meno,forse, ai contenuti della Riforma.Al voto quindi quasi 48 milioni di italiani,non si sa come voteranno anche se ci sono stati sondaggi più o meno validi che hanno consegnato la vittoria ora al SI ora al NO.Di sicuro sarà una partita tutta da giocare,aperta a tutte le previsioni e si vedrà se i sondaggisti saranno battuti come è successo per il Brexit e per le elezioni americane.Il voto italiano ha sempre una componente straordinariamente anomala,perchè già in partenza si sa,ipoteticamente, chi vincerà ma alla fine ci sono situazioni che potrebbero rimettere tutto in gioco a favore degli avversari.Gli schieramenti sono Renzi e il governo ma anche parte del Pd, gli avversari sono gli altri,da Forza Italia ai grillini e alla Lega.Se si va sui numeri e sulle potenzialità dei partiti si potrebbe già portare un trend vicino ai numeri finali ma molto,sicuramente,si giocherà sui contenuti della Riforma della Costituzione.La partita è seria e coinvolgerà tutti perchè tutti vogliamo un Paese migliore e vogliamo anche che siano gli italiani artefici del loro futuro e di quello della Nazione.Ci sono difficoltà evidenti e si fa fatica a chiudere il cerchio dopo settimane di aspre polemiche al limite della violenza verbale.Un Paese che si rispetti,come l'Italia,ha bisogno di costruire bene il suo futuro senza sprechi,laboriosamente con particolare attenzione al lavoro,alle imprese,ai pensionati,alla sanità e alle famiglie.Abbiamo sentito le ragioni del SI e quelle del NO,la verità potrebbe essere sempre nella sintesi di queste due posizioni.Il problema grosso verrà fuori da lunedi quando si saprà chi ha vinto.Se dovesse vincere il SI le cose potrebbero complicarsi perchè non credo che la "carta bianca" a Renzi soddisferà appieno il partito,se dovesse vincere il NO si apriranno soluzioni diverse,forse più condivise,semprechè ci sia la voglia e l'impegno serio dei partiti che si metteranno insieme attorno al tavolo.

REFERENDUM,L'ULTIMO SONDAGGIO DEMOLISCE IL PREMIER
SCONTRO IN TV PER LE
RAGIONI DEL SI E QUELLE DEL NO

"CHI GOVERNA NON PARLA DI ACCOZZAGLIA"

di Augusto Maccioni
(20-11-2016) Si fa dura la campagna per il Referendum.Renzi è ormai onnipresente,passa da un tg all'altro,da una trasmissione all'altra ed è su tutti i programmi di intrattenimento.Sponsotizza,naturalmente,il SI e si impegna fino all'ultimo sangue per dare un senso positivo e costruttivo al suo programma di governo.Usa anche termini come "accozzaglia"("Chi vota NO difende la casta ed è contro il cambiamento" dice il premier) indirizzato a chi non la pensa come lui(ma si scusa durante la trasmissione "Mezz'ora" su Rai3) e le parole grosse ormai sono d'ordinaria amministrazione usate senza scrupoli e senza quel garbo di un tempo, tutto per dimostrare che si è dalla parte della ragione ma anche per demolire gli avversari.La campagna del Referendum conta i giorni prima del voto del 4 dicembre,ma è chiaro il panorama degli schieramenti mentre gli indecisi sono ancora tanti e potrebbero fare la differenza.L'ultimo dibattito a "Mezz'ora" su Rai3 tra Renzi e Landini,segretario della Fiom,ha messo in chiaro le ragioni del Si e quelle del NO,uno scambio serrato per il cambiamento.Le ragioni del premier ormai sono note(le va dicendo in ogni trasmissione e in ogni intervista) anche se lasciano perplessità e molti dubbi."Se guardiamo le proposte,dice Landini,noi non siamo contrari a cambiare la Costituzione(a proposito:qualche tempo fa tutti dicevano,anche Benigni,che la nostra Costituzione è la migliore del mondo)ma siamo contrari a questi cambiamenti perchè li consideriamo malfatti e sbagliati".C'è poi lo spazio per l'ultimo sondaggio rilevato prima dello stop di venerdi 18 novembre alle ore 24,dati trasmessi da Enrico Mentana per il TgLa7.Per Matteo Renzi non ci sono buone notizie ed è un trend che tiene da qualche settimana.Per il SI,favorevole a Renzi,c'è un buon 35,2% mentre il NO supera il 40% e rispetto al 31 ottobre avanza con un + 4,9 rispetto al SI.La crescita blanda penalizza in qualche modo l'impegno del premier che però non si scompone:"Se l'affluenza arrivasse al 60% la Riforma potrebbe vincere".Attualmente il rilevamento ipotizza un'affluenza al 54% ma molti indecisi potrebbero andare a votare contro le ragioni del premier.




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